• IL RAPPORTO

Aria di Minculpop in Vaticano

Nel documento finale del Sinodo viene lanciata la possibilità di istituire un ufficio che certifichi quali siti sono definibili cattolici. Un'idea illusoria oltre che pericolosa.

Ve li immaginate dei ventenni cattolici che frequentano la parrocchia e vanno dal loro vescovo a chiedere per favore di indicare loro quali sono i siti web cattolici affidabili, che non riportano notizie false sulla Chiesa, perché loro non vogliono essere sviati? No? Neanche noi, tanto è una scena surreale.

Eppure pare che al Sinodo appena conclusosi abbiano fatto credere – oppure qualcuno che ha gestito il Sinodo vuole fare credere a noi - che questa sia una esigenza primaria dei giovani, addirittura una condizione per lo “slancio missionario”. Al paragrafo numero 146 del Documento finale si legge, infatti, che il Sinodo auspica che si costituiscano appositi uffici per l’evangelizzazione digitale che, tra i loro compiti, avrebbero anche «quello di gestire sistemi di certificazione dei siti cattolici, per contrastare la diffusione di fake news riguardanti la Chiesa».

Un Minculpop vaticano? La cosa potrebbe essere liquidata con un sorriso, magari ricordando che, se il criterio sono le fake news, il primo a non poter aspirare alla certificazione Doc è il sito ufficiale Vatican News, responsabile del clamoroso fake con cui è stato coinvolto papa Benedetto XVI a proposito di una lettera spacciata per sostegno entusiasta al pontificato di Francesco.

Il problema è però che ci sono diversi elementi che suggeriscono invece di prenderla molto sul serio.

Infatti non c’è dubbio che in Vaticano ci sia qualcuno che sta studiando come è possibile fermare opinioni e giudizi non perfettamente in linea con i desiderata di questo pontificato. Negli ultimi mesi gli attacchi ai siti giudicati “critici verso” o “ostili” a Papa Francesco sono ormai ricorrenti. Già questa divisione del campo in siti pro e contro Bergoglio è pretestuosa e finalizzata proprio a isolare e liquidare – se possibile – il “nemico”. Anche il nostro sito recentemente è stato definito più di una volta “sedicente cattolico” da una testata importante come Vatican Insider.

Peraltro, ci si dovrebbe chiedere, quali sarebbero i criteri per cui rilasciare il certificato di cattolicità a un sito. Possiamo star sicuri che nella mente di chi ha suggerito questo aspetto nel documento del Sinodo, non riguardano l’adesione o meno alla dottrina della Chiesa (altrimenti molti vescovi e teologi avrebbero dovuto già da tempo lasciare i propri incarichi), quanto invece l’indice di gradimento di questo pontificato. Una mossa degna delle dittature sudamericane.

In ogni caso, pensare con una sorta di Indice di fermare giudizi e opinioni dei cattolici – e soprattutto la loro richiesta che i pastori amino più la verità che il potere - è un’idea quantomeno illusoria oltre che pericolosa.