a cura di Benedetta Frigerio
  • Pakistan

A Faisalabad 30 famiglie cristiane rischiano di perdere la loro casa

A Faisalabad, una città del Pakistan, due fratelli musulmani,  influenti personalità politiche, intenzionati ad impadronirsi dei terreni su cui sorge una baraccopoli usano intimidazioni e mezzi meschini per costringere 30 famiglie cristiane ad andarsene. Lo slum si trova in una zona centrale dove il prezzo dei lotti continua a salire e confina con un’area già di proprietà dei due fratelli. Le famiglie a rischio sostengono di aver ricevuto l’autorizzazione a stabilirsi nell’appezzamento dal governo federale che ne è proprietario. Secondo Yasir Talib, coordinatore del Ministero per i diritti umani del Punjab, “è assurdo che solo i cristiani vengano minacciati. Nell’area vivono 100 famiglie in tutto: 70 musulmane e 30 cristiane. Queste ultime vivono qui da 125 anni. La legge stabilisce che dopo 100 anni i terreni diventano proprietà di chi vi ha vissuto. Pertanto, la comunità cristiana ha il diritto di vivere in questa zona con la stessa dignità con cui essa hanno reso questa città degna di essere vissuta, con sudore e sangue”. L’agenzia di stampa AsiaNews riporta che, per indurre i cristiani a cedere, i due fratelli usano “tattiche meschine” come l’interruzione della fornitura di acqua potabile e la manomissione del sistema di drenaggio delle fogne in seguito al quale le strade sono state invase da liquami e rifiuti. “Stanno sorgendo malattie di vario tipo legate all’insalubrità del luogo – riferisce l’agenzia – ed è difficile percorrere a piedi i vicoli. I cristiani sono preoccupati ma anche fermi nella loro decisione di non abbandonare la zona, anche a costo d’intraprendere vie legali per far valere i propri diritti”.