a cura di Benedetta Frigerio
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Un cristiano è stato ucciso in India con l’accusa di aver macellato un bue sacro

Un cristiano è stato picchiato a morte e tre altri feriti in India, nello stato del Jharkhand, da un gruppo di indù radicali A scatenare la violenza è stato il sospetto che i quattro uomini  avessero macellato un bue morto. È successo il 10 aprile. Armati di spade, falci e spranghe di ferro, riporta l’agenzia AsiaNews, i “protettori delle vacche” hanno circondato i poveretti “costringendoli a suon di botte, calci e manganellate, a raggiungere la stazione di polizia nel villaggio di Jairagi. Lì i quattro uomini sono rimasti agonizzanti fino alle prime luci dell’alba, quando sono arrivati i poliziotti e li hanno trasportati al Community Health Centre nel distretto di Dumri”. Siccome la macellazione delle mucche è proibita per rispetto della maggioranza indù che le considera sacre, i sopravvissuti sono stati denunciati per macellazione illegale. AsiaNews ha raccolto il commento di monsignor Theodore Mascarenhas, vescovo ausiliare di Ranchi e segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci): “è una tragedia per l’umanità, non solo per i cristiani. Il fatto che simili cose accadano in questo secolo, in questa ‘nuova India’, è una vergogna. Queste cose succedono – denuncia il vescovo – perché i poteri forti e le autorità non mostrano alcuna volontà di controllare questa violenza. Ad aggiungere infamia a questa vergogna, in Jharkhand esiste una macchina messa in moto dalle autorità per creare divisione e odio contro i cristiani”. Monsignor Mascarenhas ha citato alcune iniziative che hanno alimentato intolleranza e astio nei confronti dei cristiani: “lo scorso anno il Chief minister del Jharkhand ha pubblicato sulla prima pagina dei quotidiani una pubblicità diretta espressamente contro i missionari cristiani, contro i tribali convertiti chiamandoli ‘mucche stupide e ignoranti’; subito dopo egli ha fatto approvare una legge per proibire le conversioni; poi hanno minacciato di togliere il diritto di quote riservate ai tribali che si convertono. Poi le accuse contro le suore di Madre Teresa incolpate di traffico di bambini e il missionario gesuita arrestato e falsamente accusato di uno stupro commesso da altri e i controlli applicati solo alle Ong cristiane”.