• APPELLO A MATTARELLA

Presidente, c'è un problema grave con la Giustizia

L’invasione più pericolosa ed inquietante viene attualmente operata dal potere rappresentato dalla Magistratura, la quale non si considera, in molti casi, “soggetta” alla legge, ma si trasforma in creatrice di leggi che non ci sono oppure in interpretatrice di leggi con criteri esplicitamente politici e non giuridici. Una lettera al presidente della Repubblica.

Caro direttore,

stiamo vivendo un periodo di grande confusione istituzionale, il che non ci può non preoccupare, anche perché il sistema stabilito dalla Costituzione vigente prevede, con sufficiente precisione, una chiara divisione tra il potere del Parlamento, il potere del Governo ed il potere della Magistratura. L’articolo 70 prevede che “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” (e non da altri). I poteri esecutivi del Governo sono stabiliti dagli articoli 92-96. L’articolo 101 stabilisce che “la giustizia è amministrata in nome del popolo” e che “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”. La divisione dei poteri, dunque, viene descritta in modo molto evidente.

Invece, da un po’ di tempo a questa parte mi pare che il potere legislativo si stia allargando oltre i confini delle “due Camere”. Mi sembra, cioè, che gli organi che stanno svolgendo la funzione legislativa siano diventati, di fatto, ben quattro. Oltre a Camera dei Deputati e Senato, i fatti dicono che anche la Corte Costituzionale sta svolgendo una funzione legislativa, quando, oltre a dichiarare anticostituzionali certe leggi, aggiunge come le leggi dovrebbero essere. La dimostrazione più evidente l’abbiamo quando consideriamo come la Consulta ha demolito la legge 40.

Ma l’invasione più pericolosa ed inquietante viene attualmente operata dal potere rappresentato dalla Magistratura, la quale non si considera, in molti casi, “soggetta” alla legge, ma si trasforma in creatrice di leggi che non ci sono oppure in interpretatrice di leggi con criteri esplicitamente politici e non giuridici. Abbiamo visto, in questi mesi, alcuni esempi clamorosi messi in atto dai giudici di Trento e di Firenze, in tema di diritto di famiglia. La famigerata legge Cirinnà, in tutta la sua ambiguità, non era riuscita a prevedere l’adozione all’interno di una unione di fatto: ebbene, la magistratura non ha tenuto conto delle scelte del legislatore e ha deciso come se l’adozione fosse ammessa dal nostro diritto. Così come ha assunto decisioni come se nel nostro Paese ci fosse già il matrimonio tra persone dello stesso sesso, mentre ancora non c’è (ameno ufficialmente).

Preoccupati di questa situazione, che sta sconvolgendo gli aspetti fondamentali del nostro ordinamento democratico, con un gruppo di avvocati abbiamo scritto una lettera al Presidente Mattarella nella sua qualità di Presidente del CSM, per chiedergli di vigilare su quanto sta avvenendo, affinchè la magistratura cessi di sostituirsi illegittimamente al potere legislativo.

Questa deriva potrebbe portare, prima o poi, a gravi pericoli per le nostre libertà e in particolare per la libertà di pensiero. Senza una rigorosa divisione dei poteri, la democrazia è in pericolo.