• VIAGGIO APOSTOLICO

Papa in Bulgaria: ispirarsi a S. Francesco, costruttore di pace

La Messa a Rakovski, città a maggioranza cattolica, con la comunione impartita a oltre duecento bambini. L'incontro con gli ospiti del campo profughi di Vrazhdebna: “una croce dell’umanità". Infine l'incontro per la pace a Sofia, con esponenti cattolici, ortodossi, ebrei e musulmani e l'invito a ispirarsi a Francesco d'Assisi, "costruttore della pace" in una Bulgaria che ha una tradizione nella diversità.

Papa Francesco nel campo profughi di Vrazhdebna

Secondo giorno in terra bulgara per papa Francesco che ieri si è recato a Rakovski, città in cui la popolazione è a prevalenza cattolica. Qui il pontefice ha celebrato la Messa nella chiesa del Sacro Cuore durante la quale ha impartito il sacramento della Prima Comunione ad oltre duecento bambini.

Ai piccoli fedeli, giunti da tutto il Paese, Francesco ha raccomandato di continuare sempre a pregare con l’entusiasmo e con la gioia dimostrate ieri. “La Prima Comunione – ha detto loro il papa - è innanzi tutto una festa, in cui celebriamo Gesù che ha voluto rimanere sempre al nostro fianco e che non si separerà mai da noi. Festa che è stata possibile grazie ai nostri padri, ai nostri nonni, alle nostre famiglie, alle nostre comunità che ci hanno aiutato a crescere nella fede”. E’ seguito, poi, un breve scambio di battute tra i bambini ed il Santo Padre, durante il quale quest’ultimo ha ricordato loro che “la Chiesa è nostra madre è nostra famiglia” e il “nostro cognome è cristiano”.

Ma prima dell’abbraccio con la comunità cattolica più numerosa del Paese, Francesco ha fatto una tappa nel campo profughi di Vrazhdebna, nella periferia di Sofia. Bergoglio ha conosciuto alcuni degli ospiti della struttura, cinquanta tra minori e i loro genitori, provenienti da più Paesi e di fede diversa. Ad essi, il papa ha rivolto poche parole, ringraziandoli per l’accoglienza e ricordando il loro “dolore di lasciare la patria e cercare di inserirsi in un'altra patria”. “Oggi – ha detto Bergoglio - il mondo dei migranti e rifugiati è un po’ una croce, una croce dell’umanità, è la croce che tanta gente soffre”.

Ultimo appuntamento pubblico del papa in Bulgaria è stato l’incontro per la pace organizzato con esponenti di varie confessioni religiose a Sofia. In piazza Nezavisimost, oltre ai fedeli cattolici, erano presenti ortodossi, ebrei, protestanti ed anche mussulmani. Nel suo discorso, Francesco ha rievocato la figura di San Francesco d’Assisi, definito un “costruttore di pace” a cui bisogna ispirarsi nella vita di tutti i giorni. Come già fatto il giorno prima, Bergoglio ha indicato la diversità come tratto peculiare della tradizione della Bulgaria: “possa – ha detto il papa - questo luogo simbolico rappresentare una testimonianza di pace”. Il saluto del pontefice si è concluso con un richiamo a San Giovanni XXIII e alla sua Pacem in terris. Oggi Francesco si sposta nella Macedonia del Nord per una visita all’insegna della memoria di Santa Madre Teresa di Calcutta.