a cura di Benedetta Frigerio
  • Minoranze religiose discriminate

Pakistan, 11 agosto. Giornata nazionale delle minoranze

In Pakistan l’11 agosto, nella ricorrenza della Giornata nazionale delle minoranze istituita per rendere onore ai servizi resi dalle minoranze religiose al paese, le Chiese cristiane hanno invitato a una riflessione sull’intolleranza nei confronti dei gruppi religiosi non islamici, sulle discriminazioni che subiscono e sugli abusi della legge sulla blasfemia. Secondo la Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale pakistana nel 2018 16 persone sono state arrestate o incriminate per blasfemia: nove cristiani, quattro ahmadi, un indù e due musulmani. La Giornata – spiega l’agenzia di stampa AsiaNews – è stata istituita “in ricordo di uno storico discorso tenuto nel 1947 da Mohammad Ali Jinnah, padre fondatore della nazione. Di fronte al Parlamento appena costituito aveva espresso il desiderio di vedere un Pakistan ‘multireligioso’, in cui tutti i cittadini possedessero uguali diritti e doveri”. Nel 2009 Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico delle minoranze ucciso nel 2011per aver difeso Asia Bibi e aver criticato la legge sulla blasfemia, aveva fortemente voluto l’istituzione della ricorrenza. Per questo il movimento All Pakistan Minorities Alliance, da lui creato, ha affisso uno striscione recante la scritta: “tutte le minoranze ringraziano il martire Shahbaz Bhatti per aver istituito la giornata delle minoranze”. Tuttavia il termine “minoranza” suona negativo. Per questo monsignor Sebastian Shaw, arcivescovo di Lahore, vorrebbe che la Giornata venisse ribattezzata “dell’Unità” o “dell’uguaglianza”: “noi cristiani abbiamo svolto lo stesso ruolo – ha spiegato ad AsiaNews – nel creare, difendere, dare benessere e sviluppare il Pakistan, ma il nostro contributo non compare nei libri di scuola”. Anche padre James Channan, coordinatore regionale della United Religions Initiative Pakistan concorda: “ci sentiamo degradati a essere chiamati ‘ minoranza’. Jinnah voleva un Pakistan laico in cui tutti godessero uguali diritti. In generale, esiste un’opinione distorta sugli insegnamenti della religione altrui. Questo porta ad avere atteggiamenti offensivi verso le altre confessioni”.