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L'intervista di Tornielli a Brandmuller "stoppata"

Ecco il testo originale dell'intervista al cardinale Brandmuller così come il vaticanista Andrea Tornielli avrebbe voluto pubblicarla. È chiaramente un tentativo di mettere Brandmuller contro il cardinale Burke.

 

 

 

 

Ecco il testo originale dell'intervista al cardinale Brandmuller così come il vaticanista Andrea Tornielli avrebbe voluto pubblicarla. È chiaramente un tentativo di mettere Brandmuller contro il cardinale Burke.

Quei "dubia" sulla "correzione formale" al Papa

Il cardinale Burke l'ha preannunciata per dopo le festività natalizie. Ma non tutti i firmatari dei quesiti su "Amoris laetitia" sono d'accordo. Brandmüller: «Le correzioni fraterne non si fanno in pubblico»

ANDREA TORNIELLI

Città del Vaticano

 

«Io sono del parere che ogni correzione fraterna debba essere fatta in camera caritatis e non in pubblico». Walter Brandmüller, cardinale tedesco e storico della Chiesa, è appena tornato dagli auguri natalizi alla Curia romana. Il Papa la termine del discorso, parlando a braccio e spiegando il regalo del libro sul come combattere le «malattie spirituali», ha citato proprio Brandmüller, che dopo il discorso di due anni fa dedicato alle patologie curiali gli aveva ricordato l'opera di padre Acquaviva, preposito generale della Compagnia di Gesù nel Cinquecento.

Il porporato tedesco è uno dei quattro firmatari dei «dubia» sull'esortazione «Amoris laetitia» presentati al Papa. Com'è noto, dopo la pubblicazione dei cinque quesiti avvenuta lo scorso novembre, il cardinale Leo Raymond Burke aveva paventato la possibilità di una «correzione formale» rivolta al Pontefice. In una lunga intervista a Lifesitenews, nei giorni scorsi, aveva anche aggiunto che questa «correzione formale» sarebbe avvenuta dopo le feste, dunque dopo l'Epifania.

Anche se lo stesso porporato non ha mai dichiarato di parlare a nome degli altri tre firmatari, molti hanno pensato che lo facesse. In realtà una cosa sono i «dubia» su «Amoris laetitia», tutt'altra sono iniziative quali l'ipotesi una «correzione formale». Lo spiega lo stesso cardinale Brandmüller al telefono con Vatican Insider: «Io sono del parere che ogni correzione fraterna debba essere fatta in camera caritatis e non in pubblico. Una possibilità di correzione fraterna la troviamo nel caso di san Paolo ad Antiochia». Si tratta del noto brano della Lettera ai Galati (12, 11-14) nel quale Paolo descrive la sua divergenza con Pietro perché quest'ultimo voleva imporre ai pagani le pratiche giudaiche.

Ma Brandmüller tiene a rimarcare che queste «correzioni fraterne non andrebbero fatte pubblicamente». E dunque il porporato lascia intendere che per quanto riguarda la decisione di procedere con la «correzione formale», sia per quanto riguarda i tempi di ques'ultima, il cardinale americano non rappresenti tutto il gruppo. 

Infine, lo storico della Chiesa, ricorda che l'unico istituto rintracciabile nell'ordinamento canonico è quello della «remonstratio», con la quale i cardinali in concistoro segreto potevano far presente al Pontefice dubbi su leggi particolari nel promulgare le quali lo stesso Papa poteva essere stato non bene informato. Ma anche in questo caso mai da presentare in pubblico.