• MUSICA SACRA

Leoncavallo, l'Ave Maria per ricostruire la Calabria

Un secolo fa, il 9 agosto 1919, moriva il compositore Ruggero Leoncavallo. La sua fama è legata all'opera Pagliacci. L'Ave Maria composta nel 1905 a seguito del catastrofico terremoto in Calabria venne dedicata a papa Pio X, il ricavato andò all'aiuto dei terremotati e alla ricostruzione della chiesa della Madonna della Serra. 

Ruggiero Leoncavallo

Un secolo fa, esattamente il 9 agosto a Montecatini Terme, appena a sud-ovest di Pistoia, moriva l’operista napoletano Ruggero Leoncavallo. La sua fama è legata a Pagliacci, melodramma in due atti del 1892, che insieme a Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (1890), costituisce la più esplosiva reazione a Wagner e all’opera romantica italiana. In entrambe le opere emerge la poetica verista, quella in cui, come recita all’inizio di Pagliacci il Prologo, fuori del sipario:

L’autore ha cercato invece pingervi

Uno squarcio di vita.

Egli ha per massima sol che l’artista

È un uom, e che per gli uomini

Scrivere ei deve. Ed al vero ispiravasi.

«La terra di Calabria − disse Giovanni Paolo II all’Angelus del 12 Giugno 1988 − è costellata di santuari mariani, espressione evidente di una pietà profondamente sentita e vissuta». Tra di essi vi è la Madonna della Serra a Montalto Uffugo in Cosenza che, consacrato nel 1227 ma interamente rifatto a partire dal tardo XVIII Secolo, è sito ai margini del centro storico. Ruggero, all’eta di otto anni, è portato in questo paese dai diversi trasferimenti della famiglia; qui suo padre, il magistrato regio Vincenzo Leoncavallo, è giudice di una tragica storia di sangue, avvenuta il 5 marzo 1865, che sarà rievocata in Pagliacci.

In una una sorta di guida turistica del Regno di Napoli di due secoli fa alla voce «Montalto» si legge: "Città sopra una collina, d'aria buona, Dioc. di Cosenza, 12 miglia distante da detta Città. Il suo titolo di Ducato è di Moncada. Fu un tempo chiamata Uffugo, e fu Sede Vescovile, ma scemata la popolazione, fu annessa alla Metropolitana di Cosenza. Produce grani, legumi, frutti, vini, oli, gelsi, e miniere di marmo bianco, solfo, piombo, e vitriolo. Fa di pop. 4499" (G. M. Alfano, Istorica descrizione del regno di Napoli, Napoli 1823, p. 170).

Nella notte tra il 7 e l’8 settembre 1905, un terremoto catastrofico sconvolse il suolo della Calabria, colpendo una zona molto vasta: da Cosenza a Catanzaro, a Reggio Calabria fino alle vicine coste della Sicilia. La storia registra in questa zona, ancor oggi «caratterizzata da sismicità profonda» secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, alcuni dei più forti terremoti; in particolare quello del 1905, localizzato a mare, magnitudo stimata 7.0, che produsse un importante tsunami.

Anche la chiesa di Santa Maria della Serra in Montalto Uffugo subisce notevoli danneggiamenti con il crollo del tetto. Il compositore, che  si trova dal 1904 a Brissago nel Canton Ticino, si adopera a raccogliere fondi per le vittime del sisma e per la ricostruzione della chiesa. A tal scopo proprio là, sulle sponde del Lago Maggiore, nel 1905 compone l’Ave Maria in do maggiore, «preghiera per voce di Tenore con accompagnamento di arpa e harmonium ad lib.». La dedica «a Sua Santitá Pio X Sommo Pontefice» dal quale riceve la seguente lettera manoscritta di ringraziamento: «Al diletto figlio, l'egregio professore Ruggero Leoncavallo. Plaudendo di cuore al Santo pensiero, accettiamo con la massima soddisfazione la dedica del suo lavoro, e col voto che per la preghiera dei beneficiati il cielo largamente compensi l'opera di carità, le impartiamo con paterno affetto, l'Apostolica Benedizione. Pius P.P. X».

Quando pubblica a proprie spese la composizione nel 1905 presso la Tipografia A. Trüb & Cie. di Aarau, Leoncavallo fa stampare in terza pagina anche la lettera del grande papa della musica sacra. In calce alla stessa pagina si legge: «Il ricavo della vendita delle prime Edizioni di quest’Ave Maria è destinato in parte ai danneggiati dal terremoto di Montalto Uffugo (Calabria) ed in parte alla ricostruzione della Chiesa della Madonna della Serra pure in Montalto Uffugo».

Durante quasi tutto l’autunno e il primo inverno con grande forza e piena dedizione il compositore, oltre a dare tre concerti di beneficenza, invia copie della sua Ave Maria con una richiesta di donazione, al fine di ricostruire la chiesa della Madonna della Serra. Una lettera a stampa rivolta a «tutti i miei amici in tutti i paesi», per una composizione già spedita che costa tre franchi, viene ricevuta da tutti quelli che sono in rapporto epistolare con Leoncavallo in questo periodo. Tra questi vi sono Ernst von Hesse-Wartegg, viaggiatore austriaco e prolifico scrittore, a quel tempo console del Venezuela in Svizzera, e sua moglie Minnie Hauck, soprano statunitense. Essi abitavano a Villa Triebschen sul Lago dei Quattro Cantoni a Lucerna, che fu residenza di Wagner. Leoncavallo manda subito alla coppia dieci copie, certo che «tua moglie non rifiuterà» − come scrive nella sua lettera d’accompagnamento del 26 Ottobre 1905 − e qualche tempo dopo, interessato a vedere la casa dove visse Wagner, andrà a trovare la coppia.

Il 13 Novembre Leoncavallo, in una lettera a un destinatario non identificato, dichiara di aver raccolto «30.000 franchi» da «sovrani, principi, prelati, nobili o uomini d’affari» (cfr. K. Dryden, Leoncavallo Life and Works. Lanham, Md.: Scarecrow Press, 2007, pp. 92-93).