a cura di Benedetta Frigerio
  • Cina

Le confessioni ufficiali cinesi si sottomettono al Partito

L'Associazione Patriottica

In marzo, in Cina, si sono tenute le “due sessioni”, uno degli appuntamenti politici più determinanti dell’anno, in cui si riuniscono in sessione sia l’Assemblea Nazionale del Popolo (Anp, il “parlamento” mono-partitico cinese) che la Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (Cpcpc). Molta importanza è stata attribuita alla sinicizzazione delle religioni, come riporta l’analisi della Jamestown Foundation (qui tradotta e pubblicata su Asia News)

Interessante notare come siano le stesse organizzazioni religiose ufficiali, quelle riconosciute dal Partito (e da esso controllate) a “richiedere” un maggior controllo. Ad esempio: «Zhan Ru, vicecapo dell'Associazione buddista cinese (Cba), ha sottolineato l'importanza di promuovere “l'armonia interna delle religioni cinesi” sotto la guida del Pcc; Dai Junfeng, leader dell'Associazione islamica di Kunming (provincia dello Yunnan), ha sottolineato gli sforzi della sua organizzazione per “dimostrare unità nazionale e progresso, ed integrare lo studio delle dottrine classiche con i valori fondamentali del socialismo”; Shen Bin, vice capo dell'Associazione patriottica dei cattolici cinesi (Ap), ha sottolineato la necessità di “aderire alla leadership del Partito comunista cinese, sostenere le direttive della sinicizzazione e rafforzare l'attuazione del Regolamento in materia di Affari religiosi”».

Grande enfasi è stata posta sulla lotta contro le influenze straniere. E il cristianesimo stesso viene considerato come una forma di influenza straniera. Xu Xiaohong, presidente della Commissione nazionale del Movimento patriottico delle Tre Autonomie, la chiesa protestante ufficiale, ha dichiarato che l’avvento del cristianesimo in Cina è stato accompagnato da “un’intensa aggressione coloniale da parte dell’Occidente”. Xu ha accusato “forze anti-cinesi in Occidente” di "cercare di influenzare la stabilità sociale della Cina e persino sovvertire il potere politico, attraverso l'uso del cristianesimo. Alla luce di questo, Xu ha chiesto “la continua eliminazione delle impronte straniere sulle chiese cristiane della Cina” ed esortato i cristiani cinesi a “far progredire senza sosta e praticare i valori fondamentali del socialismo”.