• RIFLESSIONI SU VERONA

La vera urgenza è la Familifobia di molti democratici

Le polemiche di questi giorni hanno dimostrato definitivamente che esiste una vera e propria FAMILIFOBIA, che non sospettavamo fosse così forte e agguerrita. Chi difende la famiglia composta da uomo e donna viene immediatamente accusato, senza alcun vero e leale confronto, di essere “fascista”, “oscurantista”, “reazionario” e così via.

La manifestazione delle femministe di ieri

Caro direttore,
penso proprio che dobbiamo preoccuparci sempre di più per l’attacco alla libertà di pensiero e di opinione (prevista dall’articolo 21 della Costituzione) portato da molti (troppi) esponenti sedicenti “democratici”. Faccio un esempio che giustifica questa mia preoccupazione. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Milano, il consigliere Luigi Amicone, durante una discussione, che riguardava il congresso sulla famiglia che terminerà oggi a Verona, stava parlando della famiglia come società composta da uomo, donna e figli, con un linguaggio brillante, ma per nulla “integralista”. A questo punto Amicone è stato interrotto dalla consigliera PD Diana De Marchi, la quale ha pronunciato le seguenti parole: “Tu non puoi pensare così”. Ha detto proprio così! Non ha detto “taci” oppure altre parole analoghe che spesso si usano nei dibattiti politici. Ha proprio detto “Tu non puoi PENSARE così”. Cioè, la “democratica” De Marchi non sopporta che qualcuno la pensi in modo diverso da lei. Una persona può pensare solo quello che lei ritiene giusto. Capito? Oramai, si vorrebbe vietare di pensarla in modo diverso. Se dovessi usare le stesse parole che di solito vengono usate (abusivamente) dagli esponenti di sinistra, dovrei dire che la frase appena citata è una frase tipicamente “fascista” o “stalinista”, se si preferisce. 

Del resto, in questi giorni, a proposito del congresso di Verona, l’attacco alla libertà di pensiero ha assunto toni inconsueti, violenti, dettati da un pregiudizio preventivo rispetto ad un evento che, tra l’altro, non è ancora avvenuto. Ma c’è di più. Usando, ancora, parole che non mi piacciono, ma di cui mi servo per rendere più immediatamente il concetto, direi che sta nascendo, nel nostro Paese, e sta dilagando una sorta di ETEROFOBIA, che tenta di squalificare culturalmente e politicamente l’atteggiamento assolutamente maggioritario nella gente, per la quale un figlio nasce dall’unione tra un uomo ed una donna. Sembra quasi, quando si sente parlare la Cirinnà, che l’eterosessuale dovrebbe sentirsi in colpa per quello che è. La sinistra, di fatto, dimostra verso gli eterosessuali lo stesso preconcetto che spesso è esistito, in passato, verso gli omosessuali. Ma, soprattutto, le polemiche di questi giorni hanno dimostrato definitivamente che esiste una vera e propria FAMILIFOBIA, che non sospettavamo fosse così forte e agguerrita. Chi difende la famiglia composta da uomo e donna viene immediatamente accusato, senza alcun vero e leale confronto, di essere “fascista”, “oscurantista”, “reazionario” e così via. Molti ignoranti hanno accostato questi difensori della famiglia al Medioevo, senza sapere che quell’epoca ha costituito un momento di grande civiltà.

A fronte di questa situazione, dobbiamo testimoniare, con la vita, le parole ed una lieta resistenza, che la realtà è un’altra rispetto a quella inventata dai fanatici radical-laicisti di oggi. Se non altro, ciò ci eviterà di vergognarci, nei confronti di figli e nipoti, di avere permesso alla  civiltà giudaico-cristiana di regredire di millenni, facendoci ricadere in un paganesimo assolutamente irrazionale.