• SCHEGGE DI VANGELO

LA PECORELLA SMARRITA

Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte (Lc 15,7)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». (Lc 15,1-10)

Se si leggono attentamente le parabole c'è sempre un qualcosa che non torna, una circostanza che è strana o almeno non normale. Questa cosa strana è esattamente l'insegnamento che Gesù vuole darci, cioè l'atteggiamento di Dio che va oltre la logica umana. Ad esempio nella parabola del figlio prodigo pare strano che il padre non dia nessuna punizione al figlio che torna ed infatti l'insegnamento che vuole dare Gesù è proprio che il padre è misericordioso, come Dio è misericordioso con i peccatori. Nella parabola della pecorella smarrita sembra strano che il pastore lasci le novantanove nel deserto con il rischio di non trovarle al suo ritorno solo per cercarne una. Ed è proprio come fa Dio con noi pecorelle smarrite. Anche se non gli conviene, e infatti Gesù muore in croce per noi, fa di tutto per venire a salvarci.