a cura di Francesco Boezi
  • SEI SETTEMBRE

In Senato il ricordo del cardinale Caffarra

Il cardinale Caffarra

Il prossimo 6 settembre, a un anno dalla morte del porporato italiano, presso la sala caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, si terrà un evento che ha il doppio scopo di commemorare la figura del cardinal Caffarra e di presentare gli Atti di un convegno svoltosi lo scorso 7 aprile.

“Chiesa cattolica, dove vai? - Solo un cieco può negare che nella Chiesa via sia una grande confusione” ha ottenuto un grande successo di pubblico e commenti. Le domande poste durante quella manifestazione hanno fatto sì che si arrivasse alla pubblicazione delle riflessioni presentate.

Fede e Cultura ha optato per mettere nero su bianco le relazioni dei cardinali Raymond Burke e Walter Brandmueller, del vescovo Athanasius
Schneider, del giurista Valerio Giuliotti, del bioeticista Renzo Puccetti, del senatore Marcello Pera e della ostetrica Flora Gualdani. “Per presentare gli Atti - hanno scritto gli organizzatori della conferenza all’interno di un comunicato - , e soprattutto per ricordare la figura e il magistero di Carlo Caffarra ad un anno dalla morte, il 6 settembre, dalle 11 alle 12, si terrà una conferenza
stampa in Senato, nella sala dei caduti di Nassirya, presso palazzo
Madama, in piazza Madama 11, a Roma”.

Saranno presenti i cardinali Burke e Brandmueller, la Gualdani, il Senatore Quagliariello e la Senatrice Bernini. Il tutto verrà moderato dal professor Francesco Agnoli.

In relazione alla conferenza del 6 settembre, abbiamo ricevuto un estratto della relazione del presidente emerito del Senato, Marcello Pera. Un testo che, stando a quanto abbiamo appreso, è stato parzialmente rivisto in funzione della pubblicazione degli Atti.
Ritenendo che costituisca la sintesi più esplicativa per interpretare a dovere i contenuti del convegno sul futuro della Chiesa cattolica, ne pubblichiamo qualche riga: “Ricordo a me stesso che, a partire dalle rivoluzioni nel pensiero morale, politico e scientifico del Seicento, e poi ancor più nell’età dei Lumi, il cristianesimo si è trovato alle prese con un mondo sempre più ostile. Con l’affermazione del secolarismo, la Rivelazione, la Scrittura, ora è stata posta in
questione ora criticata, ora storicizzata, ora negletta. Da almeno tre secoli, l’uomo moderno ripete e consuma il peccato originale di voler essere sicut Deus. L’ideologia della liberazione va in questo senso. Andando incontro al secolarismo e adagiandosi sul pelagianesimo, che è ciò che il secolarismo è disposto a concedere al cristianesimo, l’ideologia della liberazione è la muta più recente del serpente che continua a tentare la Chiesa”.