• LA CHIESA DOPO VERONA

Guerra sulla famiglia, capi in fuga. Ma non siamo soli

Quanto accaduto a Verona certifica che la Chiesa universale non è al vostro fianco, impegnata a parlare di migranti e clima, ma la storia è piena di martiri della fede abbandonati da pastori timidi. Il mondo odia chi ama la famiglia perché è così che suor Lucia parlò a Caffarra nel 1981. Che fare? Rafforzare fede e sacramenti e guardare a quella Donna che schiaccerà il serpente. 

Quanto accaduto a Verona in occasione del XIII Congresso mondiale della famiglia dovrebbe suggerire a coloro che lo hanno organizzato, ai prestigiosi relatori, a quanti vi hanno assistito, a coloro che hanno partecipato alla marcia per la famiglia e, da ultimo, a quanti lo hanno seguito da lontano perché impossibilitati a parteciparvi, ma condividendone i fini e solidarizzando, la presa d’atto di alcuni fatti difficilmente contestabili.

Il primo: la Chiesa universale non è al vostro fianco. L’affermazione del cardinale Parolin, Segretario di Stato, dalla quale si evince che il “metodo” da voi utilizzato per difendere la famiglia, e la vita, come Dio l’ha voluta, non è condivisibile, dimostra che la Chiesa sceglie altre vie per promuoverle. Le parole del Santo Padre proferite durante il viaggio in aereo che lo ha portato in Marocco sono una conferma che la Chiesa si dissocia dalla strada che voi avete scelto per testimoniare la bellezza e la verità della famiglia “tradizionale”. Non che la Chiesa non le abbia a cuore, sia chiaro, ma sceglie altre vie per proporle e testimoniarle. Se ne prenda semplicemente atto, senza farne una tragedia. La storia della Catholica contempla innumerevoli vicende che hanno visto semplici, umili e coraggiosi membri del popolo di Dio compiere atti di eroismo fino al martirio nel più totale abbandono di pastori timidi, timorosi, vigliacchi, talvolta traditori, spesso più preoccupati di compiacere il mondo che nostro Signore.

Il secondo: nell’occasione, la Chiesa italiana si è semplicemente eclissata. Se si esclude il coraggioso intervento del Vescovo di Verona e di pochissimi altri suoi confratelli (noi abbiamo contato monsignor Negri, Cavina e D'Ercole), il resto dei vescovi si è disinteressato, vi ha snobbato quando non ha vissuto con malcelato fastidio l’evento veronese. Evidentemente, hanno priorità diverse, non essendo la difesa della famiglia e della vita dagli attacchi loro portati da divorzio, aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, rivoluzione del gender, utero in affitto, normalizzazione dell’omosessualità e della transessualità, meritevoli di essere posti al centro della loro missione pastorale. Ben che vada, sono derubricati a problemi “periferici”, essendo ben altro ciò per cui vale la pena spendersi e ciò per cui Cristo li ha voluti vescovi: accoglienza, migrazione, difesa dell’ambiente, controllo del clima, raccolta differenziata dei rifiuti e povertà materiali.

La terza: va preso atto una volta per tutte che quel mondo che si oppone con minacce, violenze, menzogne, calunnie alla vostra strenua difesa dei “principi non negoziabili” è mosso in radice da un autentico, implacabile, feroce, famelico, indomito spirito di odio. Odio: questo mondo semplicemente vi odia. Quel mondo non ha alcuna intenzione di lasciarvi uno spazio, nemmeno quello ridotto ai pochi metri quadrati della sacrestie e delle sale parrocchiali. Questo mondo vuole semplicemente spazzarvi dalla faccia della terra, cancellare la vostra presenza e se ciò ancora non è accaduto è dovuto solo a motivi contingenti. Nel caso di Verona, per esempio, solo la massiccia presenza di forze dell’ordine ha consentito lo svolgimento dei lavori; fosse stato per i vostri avversari, nell’ampia sala della Gran Guardia dove s’è tenuto il convegno non sareste mai arrivati e chi ci provava avrebbe assaporato dosi massicce di legnate bestiali.

La quarta: scrivendo al compianto cardinale Caffarra, suor Lucia di Fatima disse che intorno alla famiglia si sarebbe scatenato l’ultimo attacco di satana e delle forze infernali. Temo che molti dei nostri pastori e anche molti buoni credenti di fede genuina e sincera non abbiano consapevolezza del portato di tale affermazione. Il mondo ha dichiarato guerra al progetto di Dio e il terreno dove oggi si svolge con maggiore ferocia e determinazione la battaglia è quello su cui voi avete costruito il vostro convegno. È una guerra il cui reale fondamento non è culturale, politico, sociale, economico o finanziario, ma teologico e metafisico, quello delle potenze e degli spiriti del male. I servi sciocchi e gaudenti di tali potenze, quelli che hanno tentato di impedire la vostra riunione, persino certi preti venduti che la vostra iniziativa hanno bollato come “vergogna”, ignari e inconsapevoli, deridono beffardamente riflessioni di questo tipo. Sia peggio per loro.

In altri tempi, quando la Chiesa aveva veramente a cuore la gloria di Dio, anche sociale, e la salvezza delle anime, essa avrebbe dato vita e Ordini deputati alla difesa, anche cavallereschi dunque militari, del popolo di Dio. Ma oggi i pastori voltano la faccia da un’altra parte, vedono – non possono non vedere! – i lupi che giungono e, invece di chiamare a raccolta le forze migliori per organizzare la difesa e la controffensiva, fuggono impauriti quando non solidarizzano con quelle belve aprendo loro i cancelli dell’ovile.

Di fronte a questo drammatico scenario, è necessario – non solo, ma in primo luogo – coltivare, aumentare, fortificare la virtù della fede, intensificare la preghiera, la frequenza dei sacramenti, l’offerta di digiuni e sacrifici per invocare e suscitare l’aiuto di Dio. La battaglia infuria, i nostri capi sono fuggiti, ma non siamo soli: guardiamo a quella Donna la cui stirpe schiaccerà la testa del serpente. Questo, solo questo, non ci fa perdere la speranza.