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Cuba, Usa e Cina: quando McCarrick era lo sherpa del Papa

Un libro agiografico recentemente pubblicato, tenta fra le altre cose di affermare che in realtà il cardinale abusatore seriale McCarrick non aveva avuto un ruolo particolare dal 2013 in poi su vari scenari internazionali. Ma un articolo molto dettagliato lo mostra al lavoro sullo scacchiere per conto di Papa Francesco in Cina, Cuba, Terra Santa e Stati Uniti. 

Un libro agiografico recentemente pubblicato, tenta fra le altre cose di affermare che in realtà il cardinale abusatore seriale Theodore Edward McCarrick non aveva avuto un ruolo particolare dal 2013 in poi su vari scenari internazionali, agendo come un discreto “messo” pontificio. Un articolo molto interessante di Maike Hickson, su LifeSiteNews, però – e usando solo il materiale reperibile online; un’indagine che potesse avere accesso a archivi e dossier diplomatici, come avevano chiesto i vescovi USA, incontrando il netto rifiuto del Pontefice, porterebbe forse a ben altre rivelazioni – dimostra come quella difesa sia sostanzialmente fallita.

Scrive Maike Hickson, che alla luce di quanto detto dal libro potrebbe valere la pena di rivedere brevemente alcune delle prove pubblicate online che rimandano al ruolo influente di McCarrick sotto il pontificato di Papa Francesco.

Un articolo del 2015, ad esempio, sottolinea che McCarrick consegnò a mano una lettera al presidente Obama a nome del papa. McCarrick viaggiò anche in Terra Santa, Armenia, Cina, Iran e in altri luoghi per conto del Vaticano sotto papa Francesco. Il cardinale McCarrick è stato un importante prelato per il Vaticano quando si trattava di questioni interreligiose o di affari esteri. Come si può vedere in più sotto, McCarrick ha svolto un ruolo importante nella creazione di relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba. Inoltre, McCarrick ha contribuito ai rapporti del Vaticano con l'Iran e ai suoi colloqui con gli Stati Uniti sulla proliferazione nucleare. A tal fine, McCarrick ha viaggiato in Iran. Nel 2015, il Vaticano ha approvato pubblicamente l'accordo di non proliferazione nucleare del presidente Barack Obama con l'Iran. McCarrick, commentando questo accordo, ha scritto un articolo per il Washington Post, in cui ha mostrato il suo coinvolgimento nella questione, e ha incluso le parole di Papa Francesco a lui e ai suoi collaboratori. McCarrick ha scritto nel luglio del 2015: "Papa Francesco stesso ci ha fatto sapere molto chiaramente della sua tremenda preoccupazione per una soluzione pacifica ed equa. Nel gennaio 2015, abbiamo sentito il Pontefice dire: ‘Ho espresso la speranza che possa essere presto raggiunto un accordo definitivo tra l'Iran e il gruppo P5 + 1’". McCarrick ha viaggiato nel 2014 in Iran, come riferito dal Vescovo Richard Pates: "lui [Pates], l'arcivescovo di Washington  in pensione cardinale Theodore McCarrick e il vescovo ausiliare Denis Madden di Baltimora si incontrarono a Qom con alcuni eminenti religiosi islamici per ‘promuovere la comprensione tra i popoli dell'Iran e degli Stati Uniti’. Pates ha detto che la riunione era in linea con l’opinione espressa dal pontefice secondo cui "il dialogo è la chiave per scoprire la verità ed evitare l'incomprensione". McCarrick ha continuato dopo il 2014 a partecipare a quel dialogo interreligioso con i musulmani iniziato nel 2014 a Qom. Nel 2016 ha firmato una dichiarazione interreligiosa dopo un incontro a Roma avvenuto con riferimento diretto a Papa Francesco. La dichiarazione inizia con le parole: "Ci siamo incontrati a Roma quest'anno, che Papa Francesco ha designato come Anno della Misericordia, per continuare il nostro dialogo morale e religioso iniziato a Qom nel 2014">.

Ma l’ex cardinale di Washington, che come ha detto egli stesso ha lavorato per l’elezione di Jorge Mario Bergoglio, è stato molto attivo anche con Pechino. "E per quanto riguarda l'accordo Vaticano-Cina - quello che il card. Zen ha definito come un tradimento del popolo cinese - anche McCarrick sembra aver avuto un ruolo in esso. Come l'arcivescovo Carlo Maria Viganò ha rivelato nella sua testimonianza del 25 agosto, l'allora cardinale McCarrick gli disse una volta di persona subito dopo aver incontrato papa Francesco, che sarebbe andato nella Cina comunista. Come l'agenzia di stampa cattolica (Cna) ha detto delle diverse missioni e viaggi in Cina di McCarrick: "A seguito delle notizie secondo cui la Santa Sede e la Repubblica popolare cinese potrebbero essere in procinto di firmare un accordo sulla nomina dei vescovi nel paese, l'attenzione si è spostata sul ruolo dell'arcivescovo Theodore McCarrick nel promuovere le relazioni Vaticano-Cina negli ultimi due decenni”. La CNA sottolinea che McCarrick viaggiò ripetutamente in Cina, e almeno una volta nel 2016".

Maike Hickson ricorda che gli autori "sottolineano che dopo essere stato eletto alla Soglio di Pietro, il Papa non ha assegnato a McCarrick un ruolo ufficiale, né l’ha incaricato di recarsi in Cina per suo conto, come sottinteso da Viganò nella sua testimonianza. McCarrick stava conducendo i suoi viaggi come operatore solitario e spesso lavorava con associazioni di beneficenza e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti”".  E sottolinea anche che "non si dovrebbe discutere sulla distinzione tra "ufficiale" e "non ufficiale" in relazione alla questione se McCarrick abbia aiutato o meno Papa Francesco a raggiungere gli obiettivi del papa".

Fra l’altro, si può aggiungere che spesso papa Francesco bypassa organismi e istituzioni ufficiali. Come nel caso della Cina, dove le trattative hanno visto un ruolo importante di mons. Claudio Celli, diplomatico in pensione, che agiva in maniera non ufficiale per conto del Pontefice.

Continua LIfeSiteNews: "Come ha dimostrato un articolo del Religious News Service (RNS) dell'anno 2014, McCarrick è stato ampiamente coinvolto nelle attività del Vaticano. Il giornalista David Gibson descrive le missioni di McCarrick per Papa Francesco quando afferma: "McCarrick viaggia regolarmente in Medio Oriente ed è in Terra Santa per la visita di Francesco a maggio”. "I cattivi, non muoiono mai!", così il papa ha scherzato con McCarrick di nuovo quando lo ha visto, racconta Gibson e aggiunge che “a volte i viaggi di McCarrick all'estero sono per volere del Vaticano, a volte per conto di Catholic Relief Services”. Una terza indicazione al fatto che papa Francesco ha fatto davvero affidamento sul cardinale McCarrick è fornita dal giornalista quando dice: “Ma Francesco, che ha riproposto il Vaticano sul palcoscenico geopolitico, sa che quando ha bisogno di un esperto operatore dietro le quinte può rivolgersi a McCarrick, come ha fatto per il viaggio in Armenia”. "Perché non chiedi a McCarrick di andare?" il cardinale [McCarrick stesso] dice di ciò che si pensa in Vaticano. "Di solito è disposto a fare queste cose pazze”. Nel 2014, il cardinale McCarrick è andato con Papa Francesco nel suo viaggio in Terra Santa e ha dato al Boston Globe un'intervista che spiegava la missione del Papa durante il suo viaggio. Come scrisse il giornalista John Allen: "L'ottantunenne McCarrick, ex arcivescovo di Washington, era nella Striscia di Gaza la scorsa settimana per monitorare la situazione della popolazione cattolica, piccola ma simbolicamente importante, e poi si unì al papale viaggio in Giordania e a Gerusalemme"".

E poi, importantissimo, c’è il capitolo dei rapporti fra Cuba e gli Stati Uniti.

"In un'altra fonte - un articolo del Catholic News Service (CNS) dell'anno 2015 - diventa chiaro come McCarrick abbia svolto un ruolo cruciale nella creazione di relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti sotto il presidente Obama, con papa Francesco che ha svolto un ruolo di mediazione. Come afferma l'articolo, Papa Francesco, celebrando la sua prima Messa a Cuba, "è stato affiancato dai tre cardinali  a cui, con lui, è stato riconosciuto il merito di aver concluso l'accordo tra gli Stati Uniti e Cuba in direzione della normalizzazione delle relazioni”. Questi tre cardinali erano il cardinale cubano Jaime Ortega Alamino di L'Avana, i cardinali Sean Patrick O'Malley di Boston e Theodore Eward McCarrick; erano tutti concelebranti durante la messa papale a Cuba il 20 settembre 2015. Secondo CNS, Peter Kornbluh e William H. Leogrande, che hanno scritto il libro, “Back Channel to Cuba: The Hidden History of Negotiations between Washington and Havana”, affermano che "i tre cardinali [sopra citati] hanno avuto un ruolo nel far arrivare messaggi a Papa Francesco e da Papa Francesco a Obama e Castro” e che fu il Cardinale McCarrick a recarsi a Cuba a nome del Papa per trasmettere una lettera importante: “Il papa aveva inviato le lettere [sollecitando una riconciliazione tra Cuba e gli Stati Uniti] al cardinale Ortega. Inizialmente, non fu in grado di far giungere la lettera di Obama, così il cardinale McCarrick andò a Cuba per prenderla"; così gli autori sono citati dall'articolo. Naturalmente, McCarrick era presente anche a Cuba durante la visita papale, e ha concelebrato con Papa Francesco durante la sua Messa. Come l'articolo mette anche in evidenza, fu McCarrick a essere contattato per primo quando prese forma il piano per lavorare più a stretto contatto con Cuba: "Il senatore Dick Durbin, D-Illinois, membro di un gruppo di senatori che spingeva l'amministrazione Obama ad agire, ha suggerito all'amministrazione di cercare l'aiuto di Papa Francesco, hanno scritto Kornbluh e Leogrande. Per  far giungere un messaggio al papa, all'inizio del marzo 2014 i fautori del piano hanno incontrato il cardinale O'Malley e hanno inviato messaggi ai cardinali Ortega e McCarrick"".

"Quindi questi fatti non dimostrano che papa Francesco, in effetti, ha lavorato a stretto contatto con il cardinale McCarrick e gli ha affidato molte e diverse missioni ufficiali?" chiede Maike Hickson agli autori della difesa dell’operato del Pontefice verso McCarrick. La risposta non può essere che positiva. Lo dimostrano.