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Argo, la consacrazione di Ben Affleck

Non è stata certo una sorpresa per gli addetti ai lavori la scelta degli Oscar di domenica notte: "Argo", per la regia di Ben Affleck, ha vinto l´Oscar come miglior film nella 85ma edizione degli Academy Awards.

Ben Affleck

Non è stata certo una sorpresa per gli addetti ai lavori e per tutti quelli che avevano seguito i premi che hanno preceduto gli Oscar di domenica notte: "Argo", la storia del salvataggio di un gruppo di dipendenti dell´ambasciata americana a Teheran, per la regia di Ben Affleck, ha vinto l´Oscar come miglior film nella 85ma edizione degli Academy Awards, un coronamento prefigurato dalle vittorie ai Golden Globe a ai British Award.

Ben Affleck, sedici anni dopo la statuetta vinta come miglior sceneggiatore di "Will Hunting - Genio ribelle", dimostra di non essere solo un attore belloccio, ma un regista ormai più che promettente (andate a rivedervi il dolente e profondo "Gone Baby Gone"), capace di raccontare storie intelligenti, appassionanti e popolari al tempo stesso.
"Lincoln", suo grande concorrente alla vittoria più importante, si è rifatto con due premi, tra i quali anche il riconoscimento andato a Daniel Day-Lewis premiato come miglior attore protagonista. Daniel Day-Lewis è un attore di una bravura veramente impressionante, e la sua immedesimazione in Abraham Lincoln nel periodo della promulgazione dell´emendamento che cancellava la schiavitù dagli Stati Uniti, è totale.

Peccato perché Steven Spielberg, notoriamente poco amato a Hollywood, avrebbe meritato di più: almeno la miglior regia, andata invece a "Vita di Pi", di Ang Lee, film dai grandi effetti speciali sulla storia un ragazzino sopravvissuto a un naufragio, ma al di là dei premi "tecnici" decisamente sopravvalutato.
Statuetta per la miglior attrice a Jennifer Lawrence per la sua interpretazione nel film "Il lato positivo" (prossimamente in Italia); Oscar per il migliore attore non protagonista invece per la seconda volta in tre anni, e sempre grazie a un film di Tarantino, a Christoph Waltz, per "Django Unchained", dopo averlo vinto anche per "Inglorius Bastards". Waltz, in grado di recitare senza sforzo anche in quattro lingue, è ormai diventato un attore di culto per la sua bravura camaleontica, ma non è solo nella sua scoperta il merito di Quentin Tarantino. Il regista è stato particolarmente apprezzato da critica e pubblico per la sua ironica e appassionata rivisitazione del "western all´italiana" e il premio per la migliore sceneggiatura è decisamente ben meritato.

Anne Hathaway è stata premiata come miglior attrice non protagonista per il suo ruolo di Fantine nel musical "Les Misèrables": una voce di tutto rispetto in un musical di grande impatto, ma dove non tutti gli attori riescono a dimostrarsi anche bravi cantanti. Confermati invece i pronostici per quanto riguarda la statuetta della miglior canzone originale andata ad Adele per il brano "Skyfall" legato all´omonimo film di James Bond, di cui quest´anno ricorre il cinquantenario dal primo titolo.

L'animazione vede ancora una volta premiata la Pixar, ora ufficialmente di proprietà Disney, per "Brave - Cuore ribelle", mentre il premio per il miglior film straniero è andato all'austriaco "Amour" che, al di là della struggente interpretazione dei due protagonisti, Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant, suscita ben più di un interrogativo, vista la sua posizione di fronte all'eutanasia, dipinta nel film come estremo gesto d´amore.