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Alfie, padre Gabriele rispedito in Italia

Padre Gabriele Brusco, il sacerdote italiano che è stato vicino a Thomas Evans e Kate James nei giorni decisivi per Alfie, è costretto a lasciare l’Inghilterra e lunedì sarà già in Italia. Ritirata la richiesta di incardinazione nella diocesi di Westminter.

Il cardinale Nichols

Padre Gabriele Brusco, il sacerdote italiano che è stato vicino a Thomas Evans e Kate James nei giorni decisivi per Alfie, è costretto a lasciare l’Inghilterra e lunedì sarà già in Italia. La decisione era già nell’aria da tempo ma si è concretizzata mercoledì 2 maggio dopo l’incontro che padre Gabriele ha avuto con il vescovo ausiliare di Westminster John Sherrington per esaminare la sua situazione.

Durata e contenuti del colloquio sono top secret, per espressa volontà di monsignor Sherrington, ma non deve essere stata un’occasione particolarmente gradevole se al termine del colloquio padre Gabriele ha deciso di ritirare la richiesta di incardinazione nella diocesi di Westminster. Deve anche lasciare l’Inghilterra subito e non potrà quindi partecipare ai funerali del piccolo Alfie. È l’ultima vergogna della gerarchia cattolica inglese, che da questa vicenda ne esce a pezzi.

Padre Gabriele era a Londra da due anni e mezzo, nella parrocchia dedicata alla Madonna di Lourdes nel quartiere di Southgate. Proveniente dall’ordine dei Legionari di Cristo era arrivato in Inghilterra per un periodo di riflessione e un anno e mezzo fa aveva deciso di chiedere l’incardinazione nella diocesi di Westminster. Pur essendo perciò in un periodo di osservazione, non ci aveva pensato due volte a raggiungere l’Alder Hey Hospital di Liverpool dopo aver letto dalla Nuova Bussola Quotidiana dell’impossibilità di trovare in loco un prete che fornisse assistenza spirituale agli Evans. E dopo una prima visita è tornato negli ultimi giorni di vita di Alfie, passando tre giorni e tre notti in ospedale a fianco di Tom e Kate prima di essere richiamato d’urgenza a Londra dalla diocesi. Non prima, ovviamente, di essersi preso una lavata di capo anche dal vescovo ausiliare di Liverpool, monsignor Tom Williams.

Stando anche alle dichiarazioni e comunicati dell’arcivescovo di Liverpool Malcolm McMahon e dell’arcivescovo di Westminster, il cardinale Vincent Nichols, è chiaro l’incondizionato appoggio di costoro ai medici dell’Alder Hey Hospital – e quindi anche ai giudici –, anche a costo di mostrare spudoratamente tutta la propria ignoranza del caso Alfie, per non parlare delle suggestive interpretazioni del Catechismo cattolico.

Appare ora evidente che l’imprevista presenza di padre Gabriele ha avuto il merito (per noi) di mettere a nudo un sistema di alleanza e complicità tra ospedale e diocesi intorno alla pratica dell’eutanasia (anche se qui si rifiutano di definirla tale). Non solo, in una breve omelia pronunciata poco prima che fosse staccata la ventilazione ad Alfie, padre Gabriele si era appellato alla coscienza dei sanitari, alla loro responsabilità personale, per evitare un gesto così grave come quello di mettere a morte un bambino.

Le lamentele di qualcuno del personale sono arrivate subito alla diocesi di Liverpool, il cui vescovo anziché difendere padre Gabriele lo ha invece inquisito. Costretto a lasciare l’ospedale poco prima della morte di Alfie, ora deve lasciare anche l’Inghilterra e rimettersi a disposizione dei Legionari di Cristo, il cui superiore deciderà nei prossimi giorni dove destinarlo.

Il caso ha comunque messo a nudo il disastro di una Chiesa cattolica inglese che accetta supinamente il ruolo di braccio spirituale del potere politico in un sistema che ha decisamente virato verso un nuovo totalitarismo. Al punto che la Conferenza episcopale ha preso una dura posizione a fianco dell’ospedale subito dopo l’udienza privata che il Papa ha concesso a Tom e dopo l’appello per Alfie lanciato all’udienza generale successiva. È un atteggiamento incomprensibile che fa nascere anche diversi sospetti sui reali motivi di tale posizione acritica. Ce ne è abbastanza per giustificare una visita apostolica che appuri cosa accade nella Chiesa inglese.