• CI SCRIVE LA CASA EDITRICE

"Affermazioni false sul catechismo Elledici"

La nota della casa editrice dei salesiani sul catechismo dove compare un'immagine scambiata per coppia gay. Il direttore generale ci invita a leggere il testo all'interno e minaccia azioni legali. LA NOSTRA CONTROREPLICA

Pubblichiamo di seguito il comunicato di smentita ricevuto dal direttore generale Elledici Valerio Bocci sull'articolo della Nuova BQ Coppia gay fa capolino nel catechismo per bambini.

La presente viene redatta ed inviata a seguito dell’articolo a firma di Andrea Zambrano, pubblicato dal sito La Nuova Bussola Quotidiana (NBQ) il 9 aprile 2018, riguardante il Sussidio “INCONTRARE GESÙ/1”, il quale, per ragioni al momento ancora da accertare, contiene informazioni e deduzioni e opinioni completamente false e gravemente lesive dell’immagine degli autori e dell’editrice Elledici, che, fedele al carisma di San Giovanni Bosco, è attenta all’educazione cristiana dei giovani.

Questa nota si rende necessaria, in quanto con tale articolo sono stati attribuiti pensieri e opinioni che non sono mai stati espressi né esplicitamente né implicitamente dall’autore e dalla nostra casa editrice.

A beneficio dei nostri lettori ed a contestazione delle affermazioni contenute nell’articolo sopra citato e di tutti quegli articoli e/o commenti apparsi anche sugli organi di stampa, senza, da parte di coloro che li hanno pubblicati, alcun approfondimento ed accertamento della veridicità dei fatti, delle notizie e delle affermazioni del giornalista Andrea Zambrano, teniamo a precisare, senza alcun pericolo di smentita, che: 

1. Il sussidio non è stato «dato da poco alle stampe» e non è «nuovo», come scrive il giornalista della NBQ Andrea Zambrano, in quanto ideato nel 2005, pubblicato nel 2006 e ristampato negli anni senza modifiche alla copertina.

2. Il paragone tra il Gesù «raffigurato al centro» della copertina e il personaggio Conchita Wurst, nonché la sottesa implicita volontà di così raffigurarlo è deduzione volutamente diffamatoria, tenuto conto che all’epoca della sua ideazione e pubblicazione il personaggio in questione non era conosciuto e non si conosceva nemmeno quali potessero diventare le sue future sembianze.

3. L’interpretazione data al disegno di copertina è frutto della superficialità di chi ha scritto l’articolo, atteso che il gruppo di ragazzi e di famiglie che iniziano un cammino di fede così come raffigurato è descritto nelle pagine interne delle “Schede” del sussidio ed individuato in: 6 bambini, 6 adulti (1 adulto + 1 bambino per famiglia), 2 catechisti accompagnatori e il parroco.

4. Analogo discorso vale per l’interpretazione degli uomini ritratti nella quarta di copertina, i quali, come espressamente spiegato e descritto all’interno del fascicolo sono: Giovanni il papà di Caterina, Christine e del fratello più piccolo e Fabio, papà di Andrea. La raffigurazione è descritta alle pagine 2 e 3 del sussidio che sarebbe stato sufficiente leggere ed evidenziare nell’articolo.

5. Quanto visto dal giornalista nella raffigurazione del sacerdote in copertina è evidentemente frutto della sua fantasia e delle sue opinioni. Il disegno è stato realizzato con tecniche semplici ritenute adatte a bambini piccoli e raffigurato con le mani giunte in segno di preghiera, affinché fosse distinguibile per il suo operato. Non è comprensibile la trivialità delle espressioni utilizzate dal giornalista, che ledono la dignità della figura del sacerdote.

L’editrice con la presente chiede al giornalista e al direttore di NBQ e a tutti coloro che hanno ripreso e dato credito alle loro false affermazioni l’immediata rettifica dell’articolo e delle affermazioni in esso presenti, al solo fine di contenere i gravi danni che queste potrebbero avere sull’attività editoriale della scrivente.

In ogni caso, e a prescindere dalla rettifica, sarà conferito mandato al nostro legale fiduciario affinché ponga in essere tutte le azioni volte alla tutela della nostra immagine e della nostra attività d’impresa gravemente compromessa da questa autentica fake news. 

Concludiamo richiamandoci a quanto opportunamente scritto Papa Francesco al n. 115 dell’Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate: pubblicata proprio ieri, 9 aprile 2018:
«Anche i cristiani possono partecipare a reti di violenza verbale mediante internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino nei media cattolici si possono eccederei limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia, e sembrano esclusi ogni etica e ogni rispetto per il buon nome altrui. Così si verifica un pericoloso dualismo, perché in queste reti si dicono cose che non sarebbero tollerabili nella vita pubblica, e si cerca di compensare le proprie insoddisfazioni scaricando con rabbia i desideri di vendetta. È significativo che a volte, pretendendo di difendere altri comandamenti, si passi sopra completamente all’ottavo: “Non dire falsa testimonianza”, e si distrugga l’immagine altrui senza pietà. Lì si manifesta senza alcun controllo che la lingua è “il mondo del male” e “incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geenna” (Gc 3,6)».

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