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Via all’iter per l'eutanasia, Vincent è stato sedato

Ecco un fermo immagine di Vincent ieri sera, tratto dal video (da diffondere) girato con accanto la madre. Avviato stamattina il processo di interruzione delle cure di base per il quarantaduenne tetraplegico, che è stato sedato dal team guidato dal dottor Sanchez. Oggi verranno presentati nuovi ricorsi per chiedere che venga rispettata la richiesta del Comitato Onu per i diritti dei disabili di continuare a dare cibo e acqua a Vincent. Intanto, ieri i genitori hanno manifestato davanti all’ospedale insieme a oltre 200 persone, domandando di nuovo che il figlio venga trasferito: ben 7 strutture sono disposte ad accoglierlo. «Combatteremo fino alla fine», ha detto la madre Viviane.
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22.30: L'avvocato Jean Paillot: "La Francia deve rispettare la decisione del Comitato ONU per i diritti dei disabili. L'alimentazione e l'idratazione devono essere riprese senza ritardi. È un'enorme vittoria!"

22.30: ATTENZIONE! La Corte d'Appello di Parigi ha accolto la richiesta degli avvocati dei genitori di Vincent. Il dottor Sanchez dovrà riprendere l'alimentazione e l'idratazione di Vincent.

22.00: Le Monde rivela una divisione tra il personale medico del CHU di Reims. Alcuni medici hanno dichiarato: "Non siamo tutti d'accordo con quello che è stato detto". Alcuni in questa settimana hanno preso ferie per "non essere coinvolti in questa decisione". Numerosi medici di Reims hanno "fatto appello alla coscienza" del dottor Sanchez. Uno di loro ha dichiarato: "Quello che sta accadendo non è medicina: ci si dirige verso una morte provocata. Per interrompere l'alimentazione e l'idratazione, si è dovuto mettere il paziente sotto sedazione. È l'equivalente di un'anestesia generale, che si fa in fin di vita, quando ci sono delle sofferenze legate alla malattia in corso. Qui non c'è una malattia; è la nostra azione di togliere l'alimentazione e l'idratazione, a rigore, che gli provoca sofferenza e la sedazione viene a nascondere quello che sta accadendo".

21.00: Sono circa 1.000 le persone in marcia verso l'Eliseo, al grido di "La vie pour Vincent" e "Sanchez assassin!".

20.30: La Corte d'Appello di Parigi, raggiunta nel pomeriggio dagli avvocati Paillot e Triomphe, si dovrebbe pronunciare entro le 22 di questa sera.

20.00: La CEDU, che già aveva rifiutato di chiedere allo Stato francese le misure provvisorie per salvaguardare la vita di Vincent in attesa di pronunciarsi sulla questione, ha oggi reso pubblico questo comunicato: "La Corte indica che non le è stato presentato alcun nuovo elemento dai richiedenti, tale da farle adottare una posizione diversa da quella già espressa". Per la Corte europea dei diritti dell'uomo, Vincent può dunque morire.

18.30: Monsignor Aupetit, arcivescovo di Parigi, difende il diritto alla vita di Vincent e spiega: «Non si tratta di "accanimento terapeutico", perché [alimentazione e idratazione] non sono delle terapie, ma semplicemente delle cure corporali e nutritive di base, dovute anche a persone anziane dipendenti, emiplegici e neonati che non sono ancora autonomi».

18.30: Dopo essere rimasto a lungo silente sulla vicenda (vedi qui e qui), parla Emmanuel Macron: "Oggi, come Presidente della Repubblica, non è di mia pertinenza sospendere una decisione che compete ai medici e che è conforme alle nostre leggi. La decisione di interrompere le cure è stata presa a conclusione di un dialogo continuo tra i medici e la moglie, che è la tutrice legale [di Vincent Lambert, nda]. È stata presa sulla base della nostra legge, che permette di sospendere le cure nei casi di ostinazione irragionevole, e - secondo le diverse équipe mediche - è il caso di Vincent Lambert".
In realtà, gli esperti avevano spiegato che “corrispondere ai bisogni fondamentali primari (alimentazione, idratazione) non rientra per Vincent Lambert nell’ambito di un accanimento terapeutico o di una irragionevole ostinazione”. Quindi, Macron mente.

18.00: Un altro video, girato nel 2015 - quando già da due anni si tentava di uccidere il paziente disabile - mostra che Vincent Lambert è in grado di deglutire piccole quantità di liquido e cibo, che tenta di vocalizzare, che muove la testa in direzione delle persone. L'assassinio di Stato diventa sempre più eclatante.

 

15.45: Il Comitato Je soutiens Vincent, che ha ormai sfiorato quota 132.000 sostenitori, ha indetto per questa sera una "marcia bianca" che partirà alle 19.30 dal Ministero della Sanità e arriverà all'Eliseo, per chiedere la grazia presidenziale per Vincent Lambert.

14.00: Gli avvocati dei genitori saranno ascoltati questo pomeriggio alle 17 alla Corte di Parigi per cercare di salvare Vincent.

13.45: Papa Francesco pubblica sul suo account Twitter un messaggio in italiano e francese, che non menziona direttamente Vincent Lambert e recita così: "Preghiamo per quanti vivono in stato di grave infermità. Custodiamo sempre la vita, dono di Dio, dall’inizio alla fine naturale. Non cediamo alla cultura dello scarto".

Il direttore ad interim della sala stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, rilancia il tweet del Pontefice, aggiungendo: "Prions pour #VincentLambert"  ("Preghiamo per Vincent Lambert")
 

13.20:  Jean-Marie Le Méné, presidente della Fondazione Jérôme Lejeune: "Vincent Lambert non sta morendo per interruzione delle cure, ma per disidratazione e denutrizione, davanti agli occhi dei suoi genitori. Una morte ignobile e ipocrita".


13.15:  Il cardinale Robert Sarah ha pubblicato circa un'ora fa un tweet con una foto di Vincent Lambert, accompagnata dalla citazione di un passo del Vangelo secondo Matteo: 
«Poi dirà a quelli alla sua sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere"». (Mt 25, 41-42)

11.45:  Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, interviene sulla sua pagina Facebook per difendere il diritto alla vita di Vincent:
"Vincent Lambert è un uomo disabile, francese, a cui viene negata la possibilità di vivere dopo anni di processi e carte bollate. Non è in stato vegetativo, non è una persona morente. Respira da solo, si sveglia e si addormenta ogni giorno, segue spesso l'interlocutore con lo sguardo. Vincent Lambert è vivo. Come moltissimi disabili ha bisogno delle macchine per nutrirsi e idratarsi [in realtà, viene nutrito semplicemente attraverso la PEG, ndr].
Pochi minuti fa hanno iniziato le pratiche di sedazione che porteranno alla sua morte per fame e sete. Contro il parere dei suoi genitori che conducono da anni una battaglia per impedirlo. A nulla sono valsi i richiami formali dell’ONU alla Francia che invitano a rispettare i trattati internazionali sui diritti delle persone disabili. Macron, grande paladino delle lobbies del relativismo culturale, ovviamente tace.
Noi rifiutiamo una società nella quale burocrati e giudici decidono al posto dei genitori, contro i genitori, cosa sia giusto per i propri figli. Rifiutiamo una società nella quale una persona malata viene considerata uno scarto, un costo inutile, un problema. Noi non abbiamo paura di far sentire la nostra voce: Fratelli d’Italia difende il diritto alla vita sempre e comunque.
Chiediamo alla Francia di fermarsi e di farlo subito prima che muoia un innocente. È una richiesta che ribadiremo anche al sit in che Fratelli d'Italia ha contribuito ad organizzare e che è in programma oggi alle 12.30 in Piazza Montecitorio
#JesuisVincentLambert".

11.25:  Questo è il video di Vincent Lambert ieri sera, quando la madre è andata a trovarlo: https://www.valeursactuelles.com/societe/video-exclusive-ne-pleure-pas-les-derniers-moments-de-vincent-lambert-avec-sa-mere-107165

La voce è quella di Viviane che cerca di confortare “il suo piccolo”. “Non piangere”, “siamo qui con te”, “cosa ti hanno detto Vincent?”, “siamo qui, piccolo mio, siamo qui”, “non ti abbandoniamo”, “la mamma è qui”, “papà è al tuo fianco”.

Fate girare il più possibile questo video: è la prova che in Francia è in atto un assassinio legalizzato.


10.30:  La madre di Vincent Lambert, Viviane, è arrivata in ospedale circa un'ora fa, dichiarando in lacrime ai giornalisti: "Stanno ammazzando mio figlio. Hanno iniziato la sedazione. L'ho saputo per email!". Intanto, gli avvocati confermano che nel primo pomeriggio deporranno un ricorso alla Corte di Parigi, per chiedere che venga rispettata la richiesta del Comitato dell'Onu per i diritti delle persone disabili.

9.30:  ATTENZIONE! Apprendiamo che questa mattina Vincent Lambert è stato sedato. È iniziato il processo eutanasico. Invitiamo tutti alla preghiera.  

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Erano oltre 200 persone davanti all’ospedale CHU di Reims ieri, 19 maggio, e poco meno davanti alla Corte d’Appello di Lione. Hanno risposto a un semplice ma accorato richiamo di Viviane, la madre di Vincent Lambert, per il quale, proprio oggi, è previsto l’inizio del processo eutanasico. Viviane, che aveva tra le mani un mazzo di mughetti da portare al suo Vincent, raggiunta da alcuni giornalisti, ha voluto dire apertamente che si tratta di “eutanasia mascherata”, e, sfogandosi, ha espresso tutta la sua delusione: “È una vergogna per la Francia, una vergogna per la medicina”; mentre le persone presenti alternavano la preghiera a degli slogan di supplica e di protesta: “La vie pour Vincent”, “Etat assassin”. La gente, tra cui ragazzini e disabili, è arrivata prima delle tre; e alle cinque del pomeriggio, sotto la pioggia, continuava a supplicare: “Transfert d’hôpital, transfert d’hôpital”.

Anche Viviane, accompagnata dal marito novantenne, cardiopatico e in evidente sofferenza, è tornata a dire: “Vincent non è in fin di vita; chiedo che venga trasferito in un’unità specializzata”. Ben sette strutture si sono fatte avanti, pronte a ricevere Vincent. “Vincent ha delle reazioni, gira la testa. Ho un mucchio di video, ma nessuno li vuole vedere. La Francia sta regredendo, davvero, sta regredendo, ma Vincent resiste”. "Ci batteremo ancora e ancora, non lo uccideranno. […] Ho tutti questi video e un giorno li mostrerò. Vincent vivrà, ne sono sicura, sono sua madre, ho il diritto di difenderlo. Combatteremo fino alla fine”, dichiara questa madre virtuosamente testarda, coraggiosa, tenace, che vede il proprio figlio condannato a una morte imminente. Per lei, per Vincent, nessuna delle associazioni che si adoperano per l’abolizione della pena di morte, nemmeno quelle “cattoliche” come Sant’Egidio, si sono mobilitate.

E oggi verranno presentati nuovi ricorsi per chiedere che venga rispettata la richiesta del Comitato Onu di sospendere la decisione presa dal dottor Vincent Sanchez. I genitori hanno anche deciso di presentare agli organi competenti una denuncia penale contro il dottor Sanchez e una richiesta di radiazione dall’Ordine dei medici.

David, fratello di Vincent, si è messo in piedi su una cancellata per gridare al mondo che “Vincent non è attaccato a niente. Respira come voi e come me. Il dottor Sanchez vuole interrompere l’alimentazione e l’idratazione di Vincent. Se si arriverà a ciò, potremo dire che si tratta della prima eutanasia legale in Francia”. E invita i giornalisti ad andare a vederlo. Lui, David, che per dieci anni è stato vicino al fratello, oggi non è potuto entrare, perché ha dimenticato la carta d’identità. Perché ogni volta che un parente va a visitare Vincent, e solo Vincent, deve lasciare il suo documento d’identità. Un carcere. Ha poi raccontato che “quando Vincent ha visto i suoi genitori, venuti da lui dopo aver appreso la notizia [della decisione del dottor Sanchez, nda], si è messo a piangere! Lui capisce quello che avviene attorno a sé”.

Tra le numerose persone presenti davanti alla struttura ospedaliera, c’era anche Jean-Marie Le Méné, magistrato, da oltre vent’anni presidente della Fondazione Jérôme Lejeune e dal 2008 Consigliere principale della Corte dei Conti francese. “La Fondazione Lejeune si occupa di disabili ed è per questo che siamo qui, a fianco dei genitori di Vincent Lambert”. E aggiunge che la modalità con cui la giurisprudenza francese ha agito, nel caso di Vincent, “provocherà enormi disastri”, perché “in Francia esistono 1.700 persone che si trovano nella stessa condizione di Vincent Lambert”.

Nel mondo politico si sono fatte sentire alcune voci autorevoli. La prima è quella di Jean-Frédéric Poisson, dell’ala conservatrice, che in un articolo su Le Figaro ha espresso indignazione “per il fatto di far morire un uomo di fame e di sete”. “I sostenitori dell’eutanasia - ha aggiunto Poisson - dimenticano che i maggiori progressi nella medicina sono stati compiuti perché essa era a servizio della vita umana. Se diventa possibile mettere fine alla sofferenza dando legalmente la morte, chi fisserà la soglia del dolore insopportabile?”.

Poisson ha poi domandato con forza che venga fermata la decisione di interrompere i sostegni vitali a Vincent. Joëlle Mélin, membro di Rassemblement National e medico, ha dichiarato che si tratta “di una morte premeditata, che non si impone nemmeno a un animale. Quali che siano le motivazioni, nessun medico è autorizzato a fare una cosa simile”. Anche il filosofo François-Xavier Bellamy, candidatosi per le prossime elezioni nelle liste di Les Républicains, ha chiesto a Macron di fermare la decisione dell’ospedale e di attendere l’esito della richiesta presentata dai genitori di Vincent al Comitato dell'Onu per i diritti delle persone con disabilità.