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Venezuela, il Papa incontra il padre del dissidente Lopez

Papa Francesco incontra oggi il padre del dissidente Leopoldo Lopez, prigioniero politico nelle carceri del Venezuela di Nicolas Maduro. Il paese è allo sfascio: alla repressione politica si aggiunge la gravissima crisi economica. La Conferenza Episcopale Venezuelana denuncia la situazione apertamente.

Leopoldo Lopez

Finalmente la Santa Sede prende posizione sulla crisi venezuelana. Oggi Leopoldo López Gil, padre dell’omonimo leader dell’opposizione e prigioniero politico di Nicolas Maduro da più di due anni, e Vanessa Ledezma, figlia di Antonio Ledezma, sindaco di Caracas agli arresti domiciliari, saranno in Piazza San Pietro per incontrare il Papa durante il baciamano dell’udienza pubblica. Un importante segno che avviene subito dopo la lettera papale inviata al Presidente del Venezuela che fa riferimento alla grave situazione del Paese, confermata recentemente dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi. 

Da tempo la Conferenza Episcopale Venezuelana ha fatto udire la sua voce. A più riprese ha denunciato la continua violazione dei diritti umani patita dal popolo venezuelano, succube di un governo che perseguita e tortura chiunque non sia allineato. Oltre a questo, la crisi socio-economica ha portato il Paese sull’orlo del baratro, con un’iperinflazione e una criminalità fuori controllo che hanno trasformato il Venezuela nel Paese più pericoloso del mondo.

La gravità della situazione appare chiaramente anche dalla recente Dichiarazione dei Vescovi del 27 aprile: “attraverso un discernimento spirituale, alla luce della Parola di Dio, noi Vescovi del Venezuela abbiamo pregato e riflettuto sulla situazione attuale del nostro paese. Facciamo nostre le ansie della nostra gente di cui siamo servitori. Mai prima d'ora noi venezuelani avevamo sofferto l’estrema mancanza di beni e prodotti di prima necessità per l’alimentazione e la salute, insieme ad altri mali come la recrudescenza della delinquenza assassina e disumana, il razionamento instabile di energia elettrica e di acqua e la corruzione profonda a tutti i livelli di governo e della società. L'ideologia e il pragmatismo manipolatore aggravano questa situazione. Frutto del citato discernimento sono le idee qui presentate per la considerazione di tutti i cittadini del Venezuela”.

Perfino il Santo Padre, tante volte solidale con alcuni governi socialisti sudamericani, è dovuto intervenire. Nelle scorse settimane il Nunzio, S.E. Mons. Giordano, si è impegnato molto chiaramente per favorire il dialogo auspicato dal Papa. Un dialogo che non sarà facile di fronte a un governo autocratico che più di una volta ha dimostrato la sua chiusura. La settimana scorsa è stato aggredito a colpi di pietra il rappresentante della MUD (coalizione dei partiti di opposizione) Jesus “Chuo” Torrealba da fanatici filogovernativi. Nel frattempo la gente muore per la mancanza di cibo e medicinali. 

“Il Venezuela ha bisogno di un miracolo”, ha detto Leopoldo López Gil. Oltre a suo figlio, ad oggi ci sono 73 prigionieri politici nelle carceri venezuelane. La prossima sfida di Papa Francesco, dopo aver abbattuto il muro tra Cuba e Stati Uniti, è proprio quella di dare una svolta al futuro del Venezuela. Oggi gli occhi e i cuori dei venezuelani saranno in Piazza San Pietro.