a cura di Benedetta Frigerio
  • Iraq

Una lettera del cardinale Sako sul futuro del suo paese

Il cardinale Louis Raphael Sako ha scritto una lettera alle istituzioni dell’Iraq e alla popolazione chiedendo loro di aprire un “dialogo politico coraggioso” e sviluppare una “strategia concordata” tra tutti gli schieramenti politici. Solo così, ammonisce, sarà possibile uscire dalle crisi e dalle calamità correnti. “Gli iracheni – ha scritto – devono avere fiducia in loro stessi, nelle loro capacità”; devono preservare i risultati conseguiti, evitare di farsi coinvolgere in una guerra per procura tra Stati Uniti e Iran, operare per la pace secondo una “visione futura” di nazione che sia fondata sulle basi “della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto della diversità”. Ancora una volta nella lettera Sua Eminenza parla dell’importanza dei cristiani nel futuro del paese. “I cristiani – scrive  – sono una componente essenziale”; sono stati fra i primi a difendere “i valori della cittadinanza e della fratellanza umana”, preservando “le città, le chiese e i monasteri dall’alba del cristianesimo fino alla caduta del regime [di Saddam Hussein] nel 2003”. Quelli adesso di ritorno, dopo la caduta dell’Isis, lo Stato Islamico, che li aveva costretti a lasciare la regione e cercare salvezza in Nord America, Europa e Australia, devono poter confidare nelle istituzioni: il governo, le autorità religiose musulmane e i blocchi politici devono “prendere sul serio le preoccupazioni dei cristiani, rassicurarli e incoraggiarli a rimanere nella loro terra”. Se così sarà, scrive ancora il patriarca caldeo, i cristiani potranno contribuire “a sensibilizzare gli iracheni sui valori di cittadinanza, tolleranza e rispetto e il consolidamento della convivenza su questa terra”.