a cura di Benedetta Frigerio
  • Niger

Un Natale da ostaggio. Padre Maccalli nel presepe del Sahel

"La lettera di p. Mauro Armanino dal NigerEra lui, Pierluigi Maccalli, che aveva insistito perché lo raggiungessi nel Niger. Mi diceva che mi sarei trovato bene e che, interessato al servizio dei migranti, lì avrei trovato pane per i miei denti. Aveva avuto ragione. Dal mio arrivo a Niamey, nell’aprile del 2011 il Niger è passato alla ribalta proprio grazie ai migranti. Lui, Pierluigi, ostaggio di sconosciuti dal 17 settembre scorso, mi aveva accolto all’aeroporto col sorriso e accompagnato alla casa di accoglienza per i missionari dello SMA. Aveva poi aggiunto che l’importante, in una missione e soprattutto nel Niger, era perdurare per fedeltà al popolo a cui si è inviati. Anche su questo aveva ragione. Siamo stati assieme diversi anni in Costa d’Avorio, a Padova e soprattutto a Genova, che Pierluigi aveva scelto come ‘campo base’ per la sua missione di animazione missionaria. Una città che amava, lui cremasco di origine, poco avvezzo al vento di mare.
Non dimenticherò che proprio lui, al mio ritorno della missione in Liberia, aveva sposato in pieno la mia proposta di inserimento nel Centro Storico della città. Era in quel momento assistente del nostro Superiore Provinciale e aveva capito subito la portata della scelta di ‘incarnarsi’ dove più forte batte il cuore della città.
Ho passato tre splendidi anni ospite del Chiostro delle Vigne grazie all’ospitalità cordiale di Mons. Marco Doldi, che mai ringrazierò abbastanza. Dopo la mia installazione alle Vigne, Pierluigi è partito per il Niger con un arrivederci: ti aspetto, mi diceva guardando lontano. Adesso siamo noi ad aspettare il suo ritorno. In particolare in questo Natale 2018 nel quale lui, come non mai, è vicino alla verità di quello che ha sempre annunciato. La Parola Speranza si fa prigioniera degli uomini perché ha scelto di abitarne la complessa storia. Allora come oggi gli imperi, le armi, i re, le ingiustizie e le attese di un mondo differente. Tutto questo e anche più è quanto Pierluigi ha vissuto con la sua gente del popolo Gurmanché, a cavallo tra il Burkina faso e il Niger. Il presepe che qui non è una tradizione come a Genova, ha trovato un personaggio in più da aggiungere. Il padre Pierluigi che è assente sarà presente, accanto alla grotta, con i bambini di cui prendeva cura nella sua missione. Col sorriso di sempre aspetterà che uno stuolo di loro intoni il vecchio e sempre nuovo ritornello che amava recitare. Pace in terra agli uomini di buona volontà".

P.Mauro Armanino, Niamey, Natale 2018