a cura di Benedetta Frigerio
  • Jihad

Un commento del cardinale Sako al video di al-Baghdadi

“L’ideologia radicale islamica è ancora diffusa e gode del sostegno, anche finanziario, di diverse persone. Le autorità musulmane  hanno il compito e la responsabilità di sconfiggere questa ideologia, che si basa su una interpretazione rigorosa della legge islamica e impone la violenza ovunque”. Così il cardinale Louis Raphael Sako ha commentato per l’agenzia AsiaNews il video diffuso il 29 aprile con cui, per la prima volta dopo quasi cinque anni, il Califfo dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi si rivolge ai fedeli esortandoli ad attaccare “la Francia e i suoi alleati” ed elogia gli autori degli attentati in Sri Lanka il giorno di Pasqua: “la battaglia di Baghouz è finita ma ha mostrato la ferocia, la brutalità e le cattive intenzioni dei cristiani nei confronti della comunità musulmana (…) i fratelli nello Sri Lanka hanno scaldato i cuori dei musulmani con i loro attentati suicidi che hanno scosso i letti dei cristiani crociati, durante la Pasqua, per vendicare i nostri fratelli a Baghouz (…) questo fa parte della vendetta che aspetta i crociati e i loro seguaci”. L’obiettivo del video, secondo il cardinale, è ribadire che “nessuno può garantire la sicurezza dei luoghi di culto e delle persone” e che l’Isis è ancora vivo e potente nonostante la sconfitta militare. In effetti, osserva Sako “le bande armate e le persone affiliate restano ovunque, a causa di una ideologia che non è stata certo sradicata. E basta una persona per ucciderne tante altre”. Quello contenuto nel video, conclude il cardinale Sako, è il genere di messaggi che di solito vengono diffusi “in concomitanza con il periodo di Ramadan”. Il mese islamico di digiuno e preghiera sta per iniziare: quest’anno durerà dal 6 maggio al 4 giugno.