a cura di Francesco Boezi
  • inchiesta

Suore domestiche a disagio

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In un’inchiesta pubblicata dall’Osservatore romano si mostra il disagio di alcune suore che si ritroverebbero a fare le domestiche di prelati e cardinali in Vaticano.

«Ricevo spesso suore in situazione di servizio domestico decisamente poco riconosciuto», dichiara anonimamente una suora africana nell’inchiesta pubblicata dall’inserto Donne Chiesa Mondo del giornale del Papa. «Alcune di loro», continua, «servono nelle abitazioni di vescovi o cardinali, altre lavorano in cucina in strutture di Chiesa o svolgono compiti di catechesi e d’insegnamento. Alcune di loro, impiegate al servizio di uomini di Chiesa, si alzano all’alba per preparare la colazione e vanno a dormire una volta che la cena è stata servita, la casa riordinata, la biancheria lavata e stirata…. In questo tipo di “servizio” le suore non hanno un orario preciso e regolamentato, come i laici, e la loro retribuzione è aleatoria, spesso molto modesta».

Il sentimento di «ribellione interiore molto forte» abita queste sorelle. «Provano una profonda frustrazione ma hanno paura di parlare perché dietro a tutto ci possono essere storie molto complesse. Nel caso di suore straniere venute dall’Africa, dall’Asia e dall’America latina, ci sono a volte una madre malata le cui cure sono state pagate dalla congregazione della figlia religiosa, una fratello maggiore che ha potuto compiere i suoi studi in Europa grazie alla superiora…. Se una di queste religiose torna nel proprio paese, la sua famiglia non capisce».

«Fino ad ora nessuno ha avuto il coraggio di denunciare queste cose», ha detto la coordinatrice della rivista, Lucetta Scaraffia, all'Associated Press. «Cerchiamo di dare voce a coloro che non hanno il coraggio di dire queste parole» pubblicamente. Il problema, come dice la stessa inchiesta, è capire bene i contorni del fenomeno ed evitare di generalizzare con troppa facilità.