a cura di Benedetta Frigerio
  • Repubblica centrafricana

Strage in un campo per sfollati nel complesso della diocesi di Alindao nella Repubblica centrafricana

Ci sarebbero anche uno o due sacerdoti tra le vittime dell’attacco del 15 novembre a un campo per sfollati da tempo allestito all’interno del complesso della diocesi di Alindao, nel sud est della Repubblica Centrafricana. Mancano però tuttora notizie certe. Secondo la Afp le vittime sono sette, forse dieci. Aiuto alla Chiesa che soffre parla di 42 morti, forse addirittura più di 100. Fonti locali hanno riferito a “La Croix” che i sacerdoti uccisi sarebbero padre Blaise Mada, vicario generale della diocesi, e padre Célestin Ngoumbando, della parrochia di Mingala. Le fonti invece concordano sull’ipotesi che gli autori dell’attacco siano miliziani dell’Upc, l’Unione per la pace guidata da Ali Darrass. Si tratta di una delle fazioni più pericolose della Seleka, la coalizione a maggioranza musulmana che nel 2013 ha preso il potere con un colpo di stato e i cui miliziani da allora devastano il paese, infierendo soprattutto sui cristiani. Questi per difendersi si sono a loro volta quasi subito organizzati in gruppi armati chiamati anti-Balaka (anti-machete), che però ben presto, oltre a proteggere le comunità cristiane minacciate, hanno iniziato una caccia ai musulmani. Gli scontri sono continuanti, nonostante il ripristino nel 2014 delle istituzioni democratiche. Seleka e anti-Balaka si sono frantumati nel frattempo in decine di gruppi armati. È da verificare anche la notizia che l’attacco possa essere una reazione dell’Upc all’uccisione di uno o più musulmani, avvenuta poche ore prima, da parte di combattenti anti-Balaka. Altre agenzie di stampa riportano che il complesso della diocesi sarebbe stato saccheggiato e poi dato alle fiamme dagli assalitori.