a cura di Benedetta Frigerio
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Strage di cristiani a Jolo, Filippine

Domenica 27 gennaio, alle 8.45 ora locale, una bomba è scoppiata nella chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo, la cattedrale cattolica di Jolo, nell’isola di Mindanao, Filippine, mentre si stava celebrando la messa. Poco dopo si è verificata una seconda esplosione all’esterno, all’ingresso della chiesa nel vicino parcheggio,  mentre sul posto stavano accorrendo i militari. Un bilancio provvisorio parla di 20 morti e decine di feriti, quasi tutti civili. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma si ritiene che possa essere opera dei militanti di Abu Sayyaf o di un altro gruppo separatista islamico attivo nella regione. Il segretario alla difesa Delfin Lorenzana ha esortato la popolazione a collaborare con le autorità per impedire la vittoria del terrorismo e ha assicurato che sarà fatto tutto il necessario per portare davanti alla giustizia gli autori dell’attentato che ha definito “atto ignobile”. L’attacco segue di pochi giorni lo svolgimento di un referendum che ha visto la vittoria dei “si” alla creazione della regione autonoma di Bangsamoro, nelle regioni a maggioranza musulmana del sud del paese. Tuttavia la provincia di Sulu, dove si trova Jolo, ha votato contro. Il referendum del 21 gennaio era previsto da un accordo di pace tra il governo e il Moro Islamic Liberation Front, un tentativo di trovare una soluzione politica a quasi 50 anni di combattimenti tra i gruppi separatisti islamici e le forze governative del paese a maggioranza cattolica.