a cura di Benedetta Frigerio
  • India

Sono tornate al loro convento le suore del liceo cattolico attaccato a marzo nel Tamil Nadu

Sono state dimesse il 6 aprile dal Krishna Hospital di Cuddalore, dove erano state trasferite dopo un primo ricovero nell’ospedale governativo di Kallakurichi, e sono rientrate in convento le quattro suore francescane della Little Flower Higher Secondary School di Chinnasalem, nel Tamil Nadu, India, ferite il 26 marzo scorso quando una folla di 200 integralisti indù del partito nazionalista Rashtriya Swayamsevak Sangh ha attaccato e devastato il loro liceo. Gli assalitori le hanno picchiate con ferocia e hanno tentato di strangolarle con la corona del Rosario che portavano al collo. A scatenare la furia degli induisti era stato il suicidio, avvenuto il giorno precedente, di una allieva della scuola forse disperata per un brutto voto. Dapprima si era pensato che i genitori della ragazzina pretendessero un risarcimento in denaro per la perdita della figlia e avessero chiesto agli estremisti indù di sostenerli nella richiesta. Monsignor Theodore Mascharenhas, segretario generale della Conferenza episcopale indiana, ritiene tuttavia che il denaro non abbia a che vedere con l’attacco perché le suore avevano già deciso di aiutare la famiglia della studentessa: “per noi – ha commentato per l’agenzia AsiaNwes – questo attacco è una cosa molto triste. Tutta la scuola era in lutto per la morte della ragazza. Noi amiamo i nostri ragazzi come nostri figli”. Tutto l’edificio della scuola, che è stata fondata 74 anni fa per istruire i bambini delle famiglie povere e al quale attualmente sono iscritti 2.150 studenti, è stato devastato: aule, banchi, serramenti, auditorium, zone riservate al culto. Ma, spiega ancora monsignor Mascharenhas, “il potere, la violenza, lasciati nelle mani di queste folle anarchiche sono un pericolo per tutta l’India, non solo per le minoranze. È questo che ci turba. Il problema è che nel Paese diversi gruppi stanno diffondendo un clima di odio. Se fosse stato solo un problema di soldi, non avrebbero compiuto un’offesa contro il Crocifisso. Anche il tentativo di strangolare le suore con la loro Croce, è un disprezzo della fede”. Un gesto tanto più grave in quanto nella cultura indiana gli oggetti sacri sono sacri per tutti a prescindere dalla religione.