• L’ESITO DELLE URNE

Sicilia, i 5 Stelle annaspano. La Lega non sfonda

Alla vigilia del voto in Sicilia, Salvini aveva dichiarato che vincere lì poteva significare prendersi l’Italia. I 5 Stelle arretrano, mentre il centrodestra vince dove si è alleato con la Lega, ma pure con pezzi di Pd e centrosinistra. Il Carroccio cresce ovunque, pur non sfondando, e ottiene un sindaco, in attesa dei ballottaggi.

Il Movimento Cinque Stelle a livello nazionale sembra ringalluzzito dal rilancio della questione morale, sulla quale marca le distanze dalla Lega, ma alle amministrative continua a registrare un tracollo dietro l’altro. E ora ha perfino paura di affrontare il voto locale.

All’indomani delle sonore sconfitte nelle varie tornate regionali, Luigi Di Maio aveva messo le mani avanti: “Ci presenteremo solo dove sapremo di poter essere competitivi, altrimenti meglio evitare figuracce”. Il riferimento era alla possibilità di fare alleanze con liste civiche, al fine di non presentarsi da soli e di poter annacquare i probabili insuccessi in un contenitore indistinto di sigle e partitini. Questo giochetto non sembra funzionare, tanto che alle amministrative siciliane di domenica scorsa i pentastellati hanno riportato l’ennesima debacle.

Non a caso Matteo Salvini, alla vigilia del voto isolano, aveva dichiarato che vincere in Sicilia poteva significare prendersi l’Italia. Infatti, rivive ancora nella memoria del centrodestra la vittoria-cappotto del centrodestra alle politiche del 2001, con 61 collegi su 61. Solo i Cinque Stelle, alle elezioni politiche dell’anno scorso, erano riusciti a fare altrettanto nei collegi uninominali.

Ecco perché desta ancora maggiori preoccupazioni in casa grillina il tonfo di domenica nell’isola. In Sicilia il M5S perde i sindaci a Bagheria e Gela, mentre andrà in ballottaggio a Caltanissetta e Castelvetrano. Cinque su sette dei centri più grandi andranno al secondo turno. A Bagheria, città nota alla cronaca perché Patrizio Cinque - il sindaco uscente eletto con il M5S - è stato scomunicato dallo stesso Movimento, la candidata Romina Aiello si è fermata all’11%. Ha superato la soglia del 40%, utile per essere eletto al primo turno, Filippo Tripoli (46%) sostenuto dal centrosinistra e da un pezzo di centrodestra.

A Gela, dove il M5S cinque anni fa aveva registrato una vittoria netta, il candidato pentastellato Simone Morgana è arrivato 4° con il 15% dei voti. Al secondo turno si sfideranno Lucio Greco (36,2%) - sostenuto dall’alleanza tra il pezzo di Fi vicino a Gianfranco Miccichè e il Pd - e Giuseppe Spata (31%), candidato della Lega appoggiato da centrodestra e da dissidenti di Fi. A Caltanissetta, unico capoluogo di provincia chiamato al voto in Sicilia, il candidato sindaco del centrodestra Michele Giarratana (37,5%) andrà al ballottaggio con l’esponente del M5S (primo partito con il 13,5% dei consensi) Roberto Gambino, che ha ottenuto il 20%. E lì bisognerà capire se il centrosinistra darà una mano al candidato pentastellato oppure no.

A Castelvetrano, Comune sciolto per mafia due anni fa, si sfideranno al ballottaggio Calogero Martire (30,3%) del centrodestra (senza Lega e FdI) e Enzo Alfano (28,5%) del M5S.

Il centrodestra vince dove si è alleato con la Lega, ma pure con pezzi di Pd e centrosinistra. Il Carroccio cresce ovunque e ottiene un sindaco. Ricapitolando, i 5 Stelle perdono dove amministravano (Gela e Bagheria), ma arrivano al ballottaggio a Caltanissetta e a Castelvetrano dove sfideranno il Centrodestra (senza Lega). Nel Comune trapanese fuori al primo turno il candidato del Pd apertamente sostenuto dal segretario Nicola Zingaretti. I risultati delle elezioni amministrative in Sicilia confermano le tendenze nazionali e danno segnali ai partiti in vista delle elezioni Europee di fine maggio. Neppure in Sicilia, però, la Lega sembra sfondare e poter lanciare l’opa sul centrodestra.

Come si sa, il 26 maggio non si voterà solo per le europee, ma anche per le amministrative. Per ora, alle amministrative, il M5S si è presentato solo in un Comune su 30. Su Rousseau figurano infatti 127 candidati sindaco su 3.856 città al voto. Questo dato conferma lo scarso radicamento dei grillini sui territori. Nei piccoli Comuni il M5S non è pressoché mai presente, forse per concentrare le proprie risorse nelle città più importanti e nei capoluoghi. Il problema dei Cinque Stelle è che anche in città grandi come Roma, Torino e Livorno i risultati del governo pentastellato non sembrano ragguardevoli e difficilmente a quei primi cittadini grillini verrà offerta un’altra chance dall’elettorato.

Il 26 maggio saranno pochi i candidati a sindaco del M5S in Lombardia (la regione in cui ci sono più Comuni al voto: 995) e in Piemonte, dove i sindaci da rieleggere sono 829. Lo stesso vale per il Veneto (321) e l’Emilia Romagna (235). Rilevante il caso della Toscana, dove il Movimento corre in appena 16 Comuni su 189 città al voto. Nel 2014 i pentastellati erano riusciti a conquistare il Comune di Livorno, città che per molti anni ha avuto primi cittadini di sinistra.

Le reazioni dei diretti interessati, dopo il voto in Sicilia, sono di facciata. Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha ringraziato i siciliani e ha esultato ai microfoni di Rtl 102.5“I siciliani mi hanno e si sono regalati la voglia di cambiamento,  solo parlare di una scelta del genere qualche anno fa sarebbe stato fantascienza, vuol dire che al governo stiamo lavorando bene”. Il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, rivendica solidità: “Quando si gioca ad armi pari e anche gli altri corrono con una sola lista mostriamo tutta la nostra solidità, ma la grande soddisfazione è essere arrivati al ballottaggio nell’unico capoluogo di provincia che va al voto: Caltanissetta. Senza contare anche il ballottaggio nel Comune di Matteo Messina Denaro, Castelvetrano, a dimostrazione dei nostri anticorpi e della coerenza sempre mostrata sulla legalità e la lotta alla mafia. Il cambiamento continua”. Dal Movimento poi si precisa: “A Gela e Bagheria i sindaci non erano più nel M5S e rispettivamente da 4 e da 2 anni, quindi non è assolutamente vero che abbiamo perso due Comuni. Già era intervenuto il M5S attraverso espulsioni e sospensioni”.

Di segno diverso le valutazioni in casa Pd. “Il M5S se lo conosci lo eviti, perdono e non vanno nemmeno al ballottaggio laddove hanno governato negli ultimi cinque anni”, ha commentato il dem Davide Faraoneche ha attaccato Salvini dicendo: “Piazze piene, urne vuote è venuto in Sicilia a fare il gradasso e torna in Padania con qualche selfie ma a mani vuote”.

Il voto siciliano non avrà riflessi sul quadro nazionale, mentre quello del 26 maggio, anche a livello amministrativo, potrebbe fornire indicazioni utili per delineare la geografia politica in vista delle politiche, quando ci saranno.