a cura di Anna Bono
  • Burkina Faso

Servono con urgenza 100 milioni di dollari per assistere gli sfollati e le comunità che li ospitano

 

Si fa sempre più seria la crisi umanitaria in Burkina Faso. Dall’inizio del 2019 nuovi scontri etnici di particolare violenza hanno messo in fuga quasi 70.000 persone e complessivamente si stima che siano quasi 900.000 quelle che, pur non essendo sfollate, avranno bisogno di assistenza nel 2019. Nelle regioni colpite, inoltre, i combattimenti hanno costretto alla chiusura di 1.100 scuole e di numerosi centri sanitari. 150.000 bambini non possono andare a scuola e 120.000 persone sono del tutto prive di assistenza sanitaria. “Migliaia di famiglie continuano a fuggire – ha spiegato l’inviata dell’Onu Ursula Mueller, in questi giorni in visita al paese per accertare l’entità della crisi – dobbiamo fornire loro rifugio, acqua, cibo, cure mediche, istruzione. Molto è stato fatto per assisterle, ma molto resta da fare. Occorrono con urgenza 100 milioni di dollari”. Il Fondo per le emergenze delle Nazioni Unite ha già stanziato 4 milioni di dollari per fornire immediata assistenza a 25.000 sfollati sistemati in quattro campi e a 5.000 che sono ospiti di alcune comunità nel centro nord e nel Sahel. Ma finora l’appello ai donatori internazionali ha coperto soltanto il 16% del fabbisogno per il 2019. Anche nel 2018 il Piano di risposta umanitaria per il paese aveva ottenuto solo il 55,2% dei finanziamenti necessari. A peggiorare la situazione, mentre il numero degli sfollati continua ad aumentare, contribuisce il fatto che il paese ospita circa 25.000 rifugiati, per la maggior parte provenienti dal Mali, il 93% dei quali dipende interamente dall’assistenza umanitaria per sopravvivere.