a cura di Anna Bono
  • Bangladesh

Scoperte 88 agenzie di viaggio “specializzate” in emigrazione clandestina

70 emigranti irregolari hanno perso la vita nel naufragio di una imbarcazione il 10 maggio al largo della città tunisina di Sfax, nel Mediterraneo. 37 provenivano dal Bangladesh, sei dei quali dalla stessa località, Sylhet. La notizia ha indotto le autorità bengalesi a indagare con più determinazione su chi organizza l’emigrazione clandestina verso l’Europa. Nell’ambito dell’indagine tuttora in corso la Association of Travel Agents of Bangladesh sta effettuando controlli su decine di agenzie di viaggio in tutto il territorio nazionale. Finora è emerso che nella sola zona di Sylhet almeno 88 agenzie sono coinvolte nel contrabbando di emigranti. Una di queste, la Yeahia Overseas, ha organizzato il viaggio clandestino di tre delle persone morte nel naufragio del 10 maggio. Il ministro degli esteri AK Abdul Momen, riporta l’agenzia AsiaNews, ha dichiarato che il governo bengalese “non consente gli spostamenti in Libia” perché è una zona di guerra e che quindi “con ogni probabilità questi nostri connazionali sono entrati in Libia passando da un altro Paese del Medio Oriente” per raggiungere il quale avevano ottenuto il visto di uscita. Le famiglie delle vittime – riferisce AsiaNews – “hanno chiesto alle autorità di Dhaka di rimpatriare le salme dei loro cari. Al contempo, chiedono pene esemplari per i trafficanti di esseri umani e i loro intermediari che promettono lavoro e benessere a giovani poveri. Secondo i parenti dei defunti, i criminali avevano assicurato loro un volo diretto per l’Italia, invece i migranti sono stati imbarcati in maniera illegale”.