Santi martiri messicani

I 25 santi martiri commemorati oggi vissero nel contesto storico delle persecuzioni del XX secolo in Messico, guidate da élite massoniche, in conseguenza delle quali avvenne la rivolta dei cristeros (1926-1929), uniti al grido di "Viva Cristo Re!"

I 25 santi martiri commemorati oggi, che hanno come capofila nel Martirologio il sacerdote Cristóbal Magallanes Jara, vissero nel contesto storico delle persecuzioni del XX secolo in Messico, guidate da élite massoniche, in conseguenza delle quali avvenne la rivolta dei cristeros (1926-1929). Una rivolta sgorgata spontaneamente in seno al popolo di fedeli laici e che venne accolta con atteggiamenti diversi - o di opposizione, o di tacito sostegno, o di aperta e attiva collaborazione - da parte del clero.

Va detto che questi 25 santi - 22 dei quali sacerdoti e 3 laici - sono solo alcuni dei cristiani che testimoniarono fino al dono della vita la loro fede nel Risorto durante le durissime persecuzioni messicane, e diversi altri sono stati elevati agli onori degli altari. Non fa parte del gruppo celebrato oggi, per fare l’esempio più noto, il quattordicenne José Sanchez del Rio (28 marzo 1913 - 10 febbraio 1928), canonizzato da papa Francesco e il cui martirio è stato narrato nel film Cristiada, dove la sua parte è interpretata da Mauricio Kuri, in mezzo a un cast che comprende Andy Garcia ed Eva Longoria. Tornando ai nostri 25, si tratta dei martiri beatificati il 22 novembre 1992 e canonizzati, in pieno Giubileo, il 21 maggio 2001 da Giovanni Paolo II: da lì deriva la loro memoria congiunta in quest’ultima data, sebbene i loro giorni di nascita al Cielo siano diversi.

La situazione persecutoria in Messico, che nel XIX secolo aveva visto intaccarsi la sua forte cattolicità a causa della crescente secolarizzazione, aveva raggiunto un primo vertice nel 1915, quando erano stati uccisi circa 160 sacerdoti. Il clima di violenze e ostilità contro i cattolici, favorito da un’abile opera di propaganda massonica, proseguì negli anni successivi. Nel 1917 venne promulgata una nuova Costituzione, che prevedeva norme liberticide sulla religione: si prevedeva la chiusura delle scuole cattoliche e dei seminari, lo scioglimento degli ordini religiosi, la confisca di beni ecclesiastici, l’espulsione dei preti stranieri e restrizioni nel numero dei sacerdoti messicani, ai quali veniva fatto divieto di indossare la talare nonché di utilizzare frasi come «se Dio vuole».

Per un dato periodo queste norme rimasero comunque perlopiù sulla carta, pur in un clima che rimaneva di grande ostilità alla fede, di cui fu segno il clamoroso attentato del 1921, con cui Luciano Perez Carpio (era il governo il suo mandante) tentò di distruggere, nascondendo una bomba in un mazzo di fiori deposto vicino all’altare, l’immagine acheropita della Madonna di Guadalupe, simbolo della fede di un intero popolo e formidabile catalizzatore dell’evangelizzazione del Paese centramericano. L’immagine della Morenita rimase intatta, ma il quadro generale andò peggiorando quando al potere arrivò Plutarco Elias Calles, ateo fin dalla giovinezza, massone e fortemente anticattolico. Calles fece dare piena attuazione alle norme contenute nella Costituzione del 1917 e, inoltre, impose agli impiegati pubblici di scegliere tra il posto di lavoro e la fede: nella sola Guadalajara, su 400 maestri cattolici ben 389 preferirono perdere il lavoro anziché rinnegare Cristo.

In questa atmosfera si moltiplicarono gli attacchi contro i fedeli che uscivano dalle chiese o nel corso di processioni religiose. La risposta dei cattolici messicani, in sintonia con la Santa Sede, consistette inizialmente in forme di protesta pacifica come il boicottaggio dei prodotti statali, una petizione firmata da 2 milioni di persone e la formazione della Lega nazionale in difesa della libertà religiosa. Ma le violenze governative continuarono e dall’1 agosto 1926 le Messe vennero bandite, cosicché fu possibile celebrarle solo di nascosto. La situazione era tale che il 18 novembre dello stesso anno Pio XI pubblicò un’enciclica durissima, la Iniquis Afflictisque, parlando apertamente di «superbia e demenza» dei persecutori.

Tra il ’26 e il ’27 si formò un esercito di comuni fedeli - composto da contadini, operai, studenti, ecc. - che chiedevano il rispetto della propria fede e quindi il ripristino della libertà di culto. Le loro bandiere recavano la scritta Viva Cristo Re (¡Viva Cristo Rey!) e l’immagine della Vergine di Guadalupe. I cristeros, come appunto vennero chiamati, recitavano il Rosario ogni giorno e quando trovavano un sacerdote disponibile partecipavano alla Santa Messa. Facevano questo giuramento: «Giuro solennemente per Cristo e per la Santissima Vergine di Guadalupe, Regina del Messico, per la salvezza della mia anima: 1) di mantenere l'assoluto segreto su tutto quello che può compromettere la santa causa che abbraccio; 2) di difendere con le armi in mano la completa libertà religiosa del Messico. Se osserverò questo giuramento, che Dio mi premi, se mancherò, che Dio mi punisca». L’esercito dei governativi cercò più volte di schiacciare i cristeros, ma non vi riuscì. Alla fine, si arrivò a un accordo nel 1929, riconoscendo, sebbene ancora in modo parziale, alcuni dei diritti della Chiesa.

Nel frattempo, si era compiuto il martirio di molte anime predilette. Tra queste, come accennato, il capofila dei 25 santi celebrati oggi, padre Cristóbal Magallanes (1869-1927), che all’inizio delle persecuzioni, dopo la chiusura imposta nel 1916 del seminario di Guadalajara, aveva fondato un seminario nella propria parrocchia per proteggere e formare i futuri sacerdoti. Allo scoppio della sollevazione cristera prese le distanze dall’uso delle armi come risposta alle persecuzioni, scrivendo un articolo in cui chiedeva che le “armi” da usare fossero quelle della parola. I soldati governativi lo catturarono il 21 maggio 1927 e il generale Francisco Goñi lo trovò colpevole per il semplice fatto di essere sacerdote. Venne fucilato quattro giorni più tardi, insieme a padre Agustin Caloca, molto più giovane di lui, che poco prima della fucilazione era stato confortato così da padre Magallanes: «Stai tranquillo, figliolo, solo un momento e poi il Cielo». E a coloro che stavano per sparargli aveva detto: «Io muoio innocente e chiedo a Dio che il mio sangue serva per l’unione dei miei fratelli messicani».

Questi i nomi dei 25 martiri: Cristóbal Magallanes Jara, Roman Adame Rosales, Rodrigo Aguilar Aleman, Julio Alvarez Mendoza, Luis Batis Sainz, Agustin Caloca Cortes, Mateo Correa Magallanes, Atilano Cruz Alvarado, Miguel De La Mora, Pedro Esqueda Ramirez, Margarito Flores Garcia, Jose Isabel Flores Varela, David Galvan Bermudez, Pedro de Jesus Maldonado Lucero, Jesus Mendez Montoya, Justino Orona Madrigal, Sabas Reyes Salazar, Jose Maria Robles Hurtado, Toribio Romo Gonzalez, Jenaro Sanchez Delgadillo, David Uribe Velasco, Tranquilino Ubiarco Robles (sacerdoti); David Roldan Lara, Salvador Lara Puente, Manuel Morales (laici)

Per saperne di più:

Cristiada, film diretto da Dean Wright (2012)