a cura di Anna Bono
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Rifugiati palestinesi richiedenti asilo

 

Dal 1° gennaio 2019 sono arrivati in Europa, quasi tutti per chiedere asilo, 1.683 palestinesi, pari al 4,6% degli emigranti irregolari che hanno raggiunto il continente; in effetti potrebbero essere di più dal momento che non sono note le nazionalità dei 18.458 emigranti arrivati in Spagna. Per la precisione l’Unhcr parla di emigranti provenienti dallo Stato di Palestina. È una precisazione importante perché non tutti i palestinesi abitano nei territori che l’Unhcr chiama Stato di Palestina, confinanti con Egitto, Israele e Giordania. In Siria, ad esempio, prima della guerra vivevano 528.616 palestinesi. Complessivamente si stima che i palestinesi oggi residenti in Medio Oriente siano poco più di 5,5 milioni. Dal 1949 – all’epoca erano circa 750.000 – sono sotto mandato dell’Unwra, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. L’agenzia offre assistenza e protezione ai rifugiati palestinesi in Giordania, Libano, Siria, Striscia di Gaza e Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est. Dispone di 31.726 dipendenti e il suo bilancio per il 2018-2019 è di 749 milioni di dollari. Questi essendo i fatti, è a dir poco insolito che dei palestinesi provenienti dal Medio Oriente entrino illegalmente in Europa e vi chiedano asilo. Lo è ancora di più che venga loro accordata protezione internazionale, perché ne godono già, o, in Italia, un permesso di soggiorno per motivi umanitari, come invece succede. Secondo una sentenza del 25 luglio 2018 della Corte di giustizia dell’Unione Europea un palestinese sotto mandato dell’Unrwa non può ottenere in Europa né asilo né protezione sussidiaria a meno che possa dimostrare di aver chiesto invano aiuto all’Unrwa e di non esserne stato adeguatamente protetto mentre si trovava in pericolo o era bisognoso di assistenza.