a cura di Benedetta Frigerio
  • Siria

Riapre a breve il monastero greco ortodosso di santa Tekla, a Maalula

Il monastero greco ortodosso di Santa Tekla, a Maalula, in Siria, sarà presto riaperto alle visite dei pellegrini e dei turistiI lavori di ricostruzione e di restauro, ai quali l’Associazione dei veterani russi ha dato un importante contributo,  hanno permesso di rimediare almeno in parte ai gravi danni inflitti al monastero nel periodo – tra il settembre 2013 e il marzo 2014 – in cui l’area è stata conquistata da milizie jihadiste anti-Assad: il portone d’ingresso sfondato da una cannonata, la chiesa distrutta, l’iconostasi incendiata come pure la sala della preghiera, in un’ala del monastero, in cui si riunivano le 12 monache, sui muri scritte inneggianti all’Islam, quadri e statue danneggiati, fatti a pezzi. Le monache sono già tornate, riferiscono i mass media russi e riporta l’agenzia di stampa Fides, vivono nelle ali del monastero già abitabili. Il 3 dicembre del 2013 tutte e 12, insieme a tre loro collaboratrici, erano state rapite dai jihadisti. Il sequestro si era concluso dopo tre mesi, il 9 marzo 2014, grazie alla mediazione dell’intelligence del Libano e del Qatar. I terroristi avevano acconsentito a liberarle in cambio del rilascio di 153 donne prigioniere nelle carceri siriane. Maalula si trova 55 chilometri a nord est di Damasco ed è nota in tutto il mondo per essere uno dei luoghi in cui si parla ancora l'aramaico, la lingua di Gesù. Oltre al monastero di Santa Tekla, ospita il santuario dedicato ai santi Sergio e Bacco che fa capo alla Chiesa cattolica greco-melkita