• L'ONORIFICENZA

Premio a Dachan, un privilegio per l'islam estremista

Mentre il mondo arabo combatte per liberarsi dai Fratelli Musulmani e gli Stati Uniti si accingono a designarli come organizzazione terroristica, in Italia gli esponenti della Fratellanza hanno ricevuto premi e riconoscimenti dal Capo dello Stato. Come è il caso di Asmae Dachan, figlia del fondatore dell'Ucoii e membro del ramo siriano dei "Fratelli" premiato al Merito ieri durante la festa della Repubblica. Presunti meriti giornalistici tesi a oscurare la dimensione religiosa e culturale da cui Dachan proviene e che la cerimonia di ieri al Quirinale mostra di scegliere come interlocutore privilegiato. Con una sponda Pd-Avvenire davvero curiosa. 

L'onorificenza di Cavaliere al Merito dell'Ordine della Repubblica conferita ad Asmae Dachan, legata a doppio filo ai Fratelli Musulmani, ha sollecitato la reazione del centro-destra italiano, o di quasi tutte le sue forze. In particolare, l’On. Giorgia Meloni e i Senatori Romani e Gasparri hanno manifestato la loro contrarietà di fronte a una nomina che risponde a evidenti finalità di natura politica, perseguite immancabilmente dalle forze della sinistra. 

Mentre il mondo arabo moderato continua a combattere per liberarsi dei Fratelli Musulmani e della loro nefasta influenza politica, sociale, culturale e religiosa, e mentre gli Stati Uniti si accingono a designarli come organizzazione terroristica, in Italia gli esponenti della Fratellanza ricevono premi e riconoscimenti dal Capo dello Stato, nonché incarichi politici grazie soprattutto al sodalizio con il PD. 

A proporre il conferimento ad Asmae Dachan della più alta onorificenza della Repubblica italiana è stato l’Ordine dei Giornalisti delle Marche, sostenuto dai deputati marchigiani PD Mario Morgoni, Alessia Morani e Francesco Verducci. Ma i presunti meriti giornalistici e di operatrice di pace della giovane, vantati dai peroratori della nomina quirinalizia, servono volutamente a oscurare la realtà della dimensione religiosa e culturale a cui la neo-Cavaliere appartiene: quella dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche in Italia fondata guarda caso ad Ancona nel 1990 dal padre di Asmae, Nour Dachan, membro del ramo siriano dei Fratelli Musulmani. 

È grazie all'UCOII che il fondamentalismo dei Fratelli Musulmani è riuscito a radicarsi in Italia più che nel resto d'Europa, sulla spinta dei cospicui finanziamenti provenienti dal Qatar, come documentato senza tema di smentita nelle pagine del libro "Qatar Papers" di recente pubblicazione. Decine di milioni di euro sono infatti piovuti nelle casse dell'UCOII e delle associazioni ad essa affiliate, centinaia in tutto il territorio nazionale, per lo svolgimento di attività di proselitismo. 

La benedizione del Colle all'ordinazione cavalleresca della figlia d'arte, indispensabilmente velata, e la difesa del provvedimento, tanto spassionata quanto inconsistente nelle argomentazioni, effettuata congiuntamente dai deputati PD Morgoni, Morani e Verducci, sono la ciliegina sulla torta della cena ospitata dal Quirinale lo scorso 19 novembre in onore dell'emiro del Qatar, a conferma dell'esistenza della volontà politica di elevare i Fratelli Musulmani a interlocutore privilegiato, se non unico, dello Stato italiano in rappresentanza dell'intera comunità islamica.

Tale volontà sta trovando un'influente sponda nel quotidiano Avvenire, la cui deriva a sinistra, più a sinistra dell'Unità e forse anche de Il Manifesto, sta oggettivamente trasformando l'organo di stampa cattolico in ardente sostenitore dei Fratelli Musulmani, al punto da negarne o ometterne i legami di discendenza con l'UCOII (a tal proposito, si legga l'apologia di Asmae Dachan elaborata sabato 1 giugno dalla malcapitata Lucia Capuzzi, insieme all'editoriale del sociologo Ambrosini del 4 maggio).

Oltretutto, va osservato che la linea pro-Fratelli Musulmani di Avvenire è in palese contraddizione con quella di Papa Francesco, che ha scelto di recarsi ad Abu Dhabi e non a Doha per la prima visita apostolica di un Pontefice nella Penisola arabica. E non è certo un caso che in quell'occasione Papa Francesco abbia siglato il documento sulla "Fraternità Umana" con l'imam di Al Azhar, Sheikh Ahmed Al Tayeb, e non con il leader spirituale dei Fratelli Musulmani di tutto il mondo, lo Sheikh del terrore Yusuf Al Qaradawi, trattato con venerazione alla corte degli emiri Al Thani. 

Se in tal modo il combinato disposto PD-Avvenire pensa di riuscire ad imporre Asmae Dachan come modello di donna di religione islamica in Italia, deve sapere che incontrerà la ferma opposizione dei musulmani laici e moderati, i quali non accetteranno mai l’egemonia dei Fratelli Musulmani e continueranno a lottare affinché libertà e diritti prevalgano sul fondamentalismo anche in Italia. 

La Primavera Italiana dei Fratelli Musulmani non scoppierà. In Italia non ci sarà nessun inverno islamista, sulla falsariga di quanto accaduto in Medio Oriente e Nord Africa con la cosiddetta Primavera Araba. La convergenza di Fratelli d'Italia e Forza Italia dà ulteriore forza alla battaglia dei musulmani laici e moderati. Restiamo in attesa, fiduciosi, anche del supporto della Lega.