• IL DOCUMENTO DEI PAESI ORIENTALI DELL'UE

"Porte aperte, ma solo a chi ne ha realmente bisogno"

"Per arginare l'immigrazione clandestina…l'UE deve impegnarsi ad affrontare le cause profonde della migrazione e nello sviluppo dei loro Paesi di origine. Parallelamente, l'UE deve essere in grado di fornire protezione internazionale a coloro che ne hanno realmente bisogno". La sintesi del documento dei Paesi orientali dell'Ue. 

Ecco la sintesi della Dichiarazione di Varsavia sulla riunificazione dell’Europa. La nostra Unione, il nostro futuro pronunciata a Varsavia 1 Maggio 2019 dai paesi dell'ex blocco sovietivo

Già il titolo mette in chiaro che i leaders di questi paesi sentono, vivono e desiderano non solo stare nella casa europea ma anche cambiare le cose che funzionano. Dopo aver ribadito gli eventi storici che portarono i propri paesi all’entrata nella Unione Europea, viene riaffermato il proprio impegno per il ‘progetto europeo’ e l’obiettivo comune di un'Unione europea forte, composta da forti Stati membri e sostenuta da istituzioni europee efficaci, che agisca in conformità con i principi di sussidiarietà, proporzionalità ed uguaglianza".

Primo punto: completare il mercato unico . "…Il suo sviluppo richiede azioni lungimiranti e ambiziose, nonché una concorrenza leale basata su regole chiare, equilibrate, armonizzate e trasparenti e un impegno politico per la loro attuazione. L'UE deve opporsi all'aumento del protezionismo sia in patria che all'estero. Il miglioramento delle condizioni sociali ed economiche dovrebbe andare di pari passo per garantire una crescita e azioni sostenibili e inclusive che si traducono in migliori condizioni di vita e di lavoro in tutti gli Stati membri”;

Secondo punto: le porte verso l'UE rimarranno aperte. “L'integrazione europea dei paesi dei Balcani occidentali dovrebbe essere considerata un processo di consolidamento dell'Europa e deve rimanere un obiettivo politico strategico per l'UE. L'allargamento, sostenuto da un approccio basato sul merito, è la politica più efficace per sostenere le riforme, forgiare la stabilità politica, rafforzare la crescita economica e garantire sicurezza e relazioni di buon vicinato tra i paesi“.

Terzo punto: Riflettere e rilanciare l’apertura ad oriente. “L'UE ha l'opportunità di riflettere sull'iniziativa, fare il punto sui progressi compiuti e preparare piani ambiziosi per il suo futuro. Rafforzare le relazioni con l'Oriente è un investimento in un futuro stabile dell'intera Europa unita. Inoltre, l'UE, in collaborazione con i suoi partner, dovrebbe intensificare i suoi sforzi nell'ambito del quadro di azione offerto dall'Unione per il Mediterraneo (UpM) per contribuire a far fronte alle numerose sfide nell'area euro mediterranea…dialogo e la cooperazione, la pace, la sicurezza…con l'obiettivo ultimo di migliorare la vita delle persone.”

Quarto punto: Rafforzare la sicurezza interna ed esterna alla UE. “La condizione preliminare per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e promuovere efficacemente gli interessi politici ed economici europei è il mantenimento di una forte posizione comune degli Stati membri. Nonostante le sfide della crisi migratoria, dobbiamo evitare controlli non necessari sulle frontiere interne”, ma “approccio globale alla migrazione dovrebbe combinare un controllo più efficace alle frontiere esterne dell'UE. Questa è una sfida non solo per i singoli Stati, ma per l'Unione nel suo insieme. Per arginare l'immigrazione clandestina…l'UE deve impegnarsi ad affrontare le cause profonde della migrazione e nello sviluppo dei loro paesi di origine. Parallelamente, l'UE deve essere in grado di fornire protezione internazionale a coloro che ne hanno realmente bisogno, conformemente alla Convenzione di Ginevra, sulla base degli strumenti giuridici internazionali e nazionali esistenti. L'UE deve promuovere i suoi valori comuni e… rafforzare il legame transatlantico. L'Europa deve potenziare le sue capacità di difesa e approfondire la cooperazione in materia di sicurezza all'interno dell'UE in cooperazione con i suoi partner, come la NATO”.

Quinto punto: sfide/opportunità dei cambiamenti climatici. È una delle principali preoccupazioni dei nostri cittadini a cui risponderemo rapidamente passando a un'economia a basse emissioni di gas serra, confermando così il nostro ruolo guida nella definizione dell'agenda internazionale sui cambiamenti climatici. Accogliamo con favore il regolamento di Katowice, il risultato della COP 24, tenendo conto degli ulteriori sforzi collettivi necessari e delle azioni intraprese da tutte le Parti per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi…tenendo conto delle specificità degli Stati membri e della competitività dell'industria europea.

Sesto punto: l'UE e il suo bilancio pluriennale. ha bisogno di un accordo equilibrato sul nuovo quadro finanziario pluriennale, integrato da norme di attuazione efficienti e di facile utilizzo. Il quadro finanziario pluriennale è l'espressione delle priorità politiche che progettiamo per il nostro futuro comune…la convergenza sociale ed economica verso l'alto tra gli Stati membri è vantaggiosa per la stabilità e l'unità a lungo termine dell'UE. La ripresa, interrotta durante la crisi finanziaria ed economica, deve riprendere e diventare una delle nostre priorità comuni. Il bilancio dell'UE dovrebbe inoltre contribuire a colmare il divario di innovazione all'interno dell'UE.

In conclusione : “La chiave del successo dell'Unione europea è avvicinarla ai cittadini. I cittadini si devono sentire in casa propria, perciò si devono…”intensificare gli sforzi comuni e garantire una migliore comunicazione sui benefici dell'UE sulla vita quotidiana dei cittadini ed esplorare modi per rafforzare la loro partecipazione negli affari dell'UE”. E’ necessario valorizzare il ruolo dei parlamenti nazionali nelle decisioni della UE ma soprattutto rispettare i governi nazionali. “I governi di tutti gli Stati membri dell'UE devono partecipare al processo decisionale dell'UE su un piano di parità e nello spirito di leale cooperazione e unità. Gli interessi di tutti gli Stati membri dovrebbero essere presi in considerazione”. Più che a maggioranze qualificate (proposta franco-tedesca), si guarda alla cultura del consenso, “…ribadiamo che la cultura del consenso è al centro dell'Unione…Il Consiglio europeo dovrebbe mantenere il suo ruolo chiave nella nomina della nuova Commissione e nella definizione, per consenso, delle direzioni politiche generali e delle priorità per il futuro dell'UE. L'Unione europea è il nostro bene comune”.