• A MILANO

"Porno per bambini", mostra cancellata, resta la pedofilia

Cancellata la mostra Porno per bambini che si sarebbe dovuta tenere a Milano il 13 dicembre, alla Santeria Social Club. Il web ha boicottato l'evento ma si tratta di passi verso la sessualizzazione precoce dei bambini, a cui giungere un poco alla volta, fino a quando si presenteranno gli abusi contro i piccoli - già confusi da valanghe di oscenità - come rapporti consensuali.

Disegni pornografici, immagini stilizzate di sesso con animali, orge, personaggi di favole e fumetti piegati alla logica del pansessualismo, atti omosessuali e, per finire, rappresentazioni gravemente blasfeme per offendere Gesù e il cristianesimo. Perché, se non fosse chiaro, alla base di tutte le oscenità descritte c’è il rifiuto di Dio e quindi l’offesa a ciò che è sacro. Oscenità raccolte in una mostra, così la chiama l’autore, intitolata Porno per bambini all’insegna del «free love» (vedi locandina): da tempo è stata caricata su diverse piattaforme online e il 13 dicembre si sarebbe dovuta tenere a Milano, presso la Santeria Social Club, che già dall’epoca dell’amministrazione Pisapia ha in concessione un immobile pubblico in viale Toscana ed è sponsorizzata sul sito del Comune, oggi guidato da Beppe Sala, come «grande centro culturale per la città».

Solo grazie alle proteste di un gruppo di cittadini sconcertati dal titolo e dalle immagini della mostra è stato possibile cancellarne la programmazione dal ritrovo milanese. Nel momento in cui scriviamo è ancora visibile su Tumblr, mentre in seguito alle segnalazioni è stata rimossa da Facebook e Instagram. Ma com’è possibile che un locale aperto al pubblico, per giunta dato in concessione da un ente comunale, pensi di ospitare un evento chiamato Porno per bambini? Iniziamo, per dovere di cronaca, dall’annuncio della cancellazione dato ieri sulla pagina Facebook della Santeria. «In riferimento alla mostra prevista per il 13 dicembre che ha attirato critiche e richieste di chiarimento, vi comunichiamo che abbiamo deciso di annullare l’evento perché il suo messaggio è stato frainteso ed equivocato nonostante fosse estraneo a qualsiasi condotta deprecabile e non abbia davvero nulla a che fare con i dubbi sollevati. Era una mostra di disegni stilizzati, vignette di come l’illustratore si immaginava la sessualità quando lui stesso era bambino, ma crediamo non vi siano le condizioni per farla. Grazie per l’attenzione».

Ah, il messaggio è stato frainteso? Dunque, cari cittadini sconcertati, siete voi che avete capito male…È il solito giochetto, si presenta un evento che supera ogni limite, se tutti tacciono si va avanti, se invece magari qualcuno protesta - com’è successo - minimizziamo e se proprio la protesta è massiccia annulliamo il tutto. Si dà il caso però che chi ha protestato non si sia bevuto la giustificazione addotta dalla Santeria. Come ha commentato efficacemente una signora: «Il messaggio non è stato “frainteso”. Il messaggio faceva schifo!». Il titolo, lo ricordiamo, è Porno per bambini: inutile dire che ogni titolo di per sé veicola chiaramente un messaggio. E qui si tratta di un messaggio esplicito, scandaloso, che diffondendosi finisce per divenire “normale” ai più e socialmente accettabile.

Ma appunto non è solo il titolo, come si vorrebbe far credere, a essere indecente: tutte le immagini della mostra sono scandalose e volgari. È una mostra che non ha nulla di edificante per un pubblico adulto, figuriamoci quindi se si può mai presentare in un locale di proprietà del Comune e i cui eventi godono di grande pubblicità. Un Comune nel quale, per iniziativa dell’assessore Pierfrancesco Majorino, è sorta a fine 2013 la Casa dei diritti, uno spazio dove si promuovono l’eutanasia, le rivendicazioni gay e dove nel primo anno di vita si sono tenuti pure corsi su pratiche erotiche estreme e potenzialmente mortali come il bondage.

Torniamo alla mostra Porno per bambini. Chi è l’autore? Su Internet si trovano un paio di interviste sull’argomento. In una, pubblicata su Darlin, si scopre che si tratta di un «artista brasiliano» che dice di voler rimanere nell’anonimato pur rivelando di suonare per i Selton, una band brasiliana che si è trasferita da diversi anni in Italia, riscuotendo successo tra i giovani. Anzi, scusate: nel frattempo dall’intervista di Darlin sono scomparse due domande, con le relative risposte, in cui l’anonimo disegnatore parlava dell’appartenenza ai Selton, ma ci è stato girato uno screenshot che fotografa la parte tagliata (avvisiamo che abbiamo anche gli screenshot post taglio, nel caso, suggerendo comunque che sarebbe opportuno ripristinare la versione integrale). 

Dall’intervista si scopre che l’artista aveva «10 anni quando ho iniziato a fare dei disegni un po’ porno e un po’ ironici» e che, una volta cresciuto, li ha riscoperti scegliendo il nome Porno per bambini «perché è una sorta di dialogo con il me stesso di 20 anni fa». Rispetto alla chiusura della pagina Facebook, il disegnatore dice che «da un giorno all’altro ho iniziato a ricevere molti messaggi tra proteste, minacce e preghiere in latino per salvare la mia anima. E pensa, caso vuole che io quel giorno mi trovassi proprio a Gerusalemme. Dopo ripetute segnalazioni la pagina è stata rimossa. Comunque questo significa che alcune persone non sono andate oltre il titolo del progetto e purtroppo hanno veramente pensato che questi disegni fossero rivolti al mondo dei bambini. Ovviamente non è così, sono disegni ironici, sarcastici, che si avvalgono della pornografia come strumento per parlare in modo metaforico di tutt’altro».

Saranno anche intenzioni metaforiche ma così ragionando anche un criminale potrebbe dire che il suo delitto era solo “metaforico di tutt’altro”: qui abbiamo una realtà oggettiva di disegni pornografici, osceni e blasfemi, che tali rimangono al di là di ogni affermazione contraria dell’autore. Atteggiarsi ad artista incompreso è come arrampicarsi sugli specchi.  L’“artista” si rammarica per la pagina chiusa ma dice che «comunque c’è sempre il profilo Instagram!» (al momento chiuso, appunto). In un’altra intervista, pubblicata il 18 novembre 2016 su Everydaylife, si scopre che il membro dei Selton a dilettarsi in disegni pornografici è Eduardo (Stein Dechtiar) e che il suo compagno di band Daniel lo spalleggia dicendo: «Sono fighissimi i suoi disegni, cercatelo!». Anche in quel caso si pubblicizzava il suo profilo Instagram, che fino a ieri contava un seguito di 18.900 persone, e si parlava pure di una maglietta mostrata da Eduardo.

Già, perché esiste pure un negozio online sempre chiamato Porno per bambini, dove si possono acquistare magliette, stampe e riproduzioni varie con i contenuti sessuali espliciti di cui abbiamo detto, ancora con impressa la solita scritta Porno per bambini: anche se si tratta quasi sempre di raffigurazioni di adulti, ripetiamo che il solo titolo veicola di per sé un messaggio che equivale a istigare alla pedopornografia, quindi tale da rendere necessaria una denuncia alla polizia postale.

Il consigliere comunale Matteo Forte, capogruppo della lista di minoranza Milano Popolare, ha depositato ieri pomeriggio un’interrogazione per sapere come certi eventi vengano fatti passare per culturali. «Ho letto che la Santeria rinuncia alla mostra e questo va bene, ma io pongo la questione politica sulle associazioni a cui vengono dati gli spazi del Comune: gli spazi culturali li facciamo passare tutti sotto l’ombrello della cultura o c’è un minimo di regole?», ci ha detto il consigliere al telefono. «Il tema è ancora più grave», spiega Forte, perché «si tratta di un ente privato che gestisce uno spazio pubblico».

Certamente non si può abbassare la guardia perché iniziative del genere, come accennato, rendono sempre più assuefatta la società alla pornografia e si inseriscono nel solco delle già ‘digerite’ - intendiamo digerite dai grandi media e da parte dell’opinione pubblica - linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’educazione sessuale, che presentano come normale il parlare a bambini di rapporti sessuali, masturbazione, contraccettivi, pratiche abortive, coppie gay e relativa ideologia delle associazioni Lgbt, eccetera.

Si tratta di passi che conducono verso la sessualizzazione precoce dei bambini, guidata da determinate élite culturali che puntano al bottino grosso dell’accettazione sociale (e giuridica) della pedofilia, a cui giungere un poco alla volta, senza dare troppo nell’occhio, abbassando progressivamente l’età del consenso fino a quando si presenteranno gli abusi sessuali contro i più piccoli - già esposti a valanghe di oscenità che li corrompono precocemente - come rapporti consensuali.