• IL LIBRO

Polonia, un "luogo dell'anima" da conoscere

La storia travagliata che l'ha fatta rinascere più volte, la solida radice cristiana, fanno della Polonia soprattutto un'identità: fortemente "europea" e saldamente radicata nella fede cristiana. Il libro di Roberto Marchesini "Per la libertà vostra e nostra - La Polonia raccontata agli italiani" è un viaggio affascinante in un paese troppo poco conosciuto.

Quanto conosciamo realmente la Polonia? Quanto è arrivato, e arriva, a noi della reale storia del Paese di San Giovanni Paolo II? Probabilmente troppo poco, sostiene Roberto Marchesini nella sua ultima fatica Per la libertà vostra e nostra – La Polonia raccontata agli italiani (D’Ettoris Editori, 2019), una raccolta di articoli in parte già pubblicati (alcuni anche su La Nuova Bussola Quotidiana) e in parte inediti.

La Polonia, afferma l’Autore nell’Introduzione, «è un luogo nell’anima». Infatti, nel corso dei secoli è «scomparsa dalla carta geografica, non ha avuto uno stato né un governo», nel Novecento ha resistito sotto la dittatura del comunismo marxista e «non ha confini naturali e quelli amministrativi sono cambiati moltissime volte nei secoli»… eppure esiste ancora perché alberga nell’anima del popolo polacco. La Polonia è, insomma, un’identità; e un’identità fortemente “europea” e saldamente radicata in quelle che sono le vere radici dell’Occidente, oggigiorno così calpestate.

Lo scopo di Marchesini, con il suo libro, è proprio quello di far conoscere agli italiani l’anima polacca, che lui per primo – approfondendone vari aspetti – ha imparato ad amare. Nel fare questo, il Lettore viene accompagnato in un viaggio articolato in brevi ma incisivi spaccati che riguardano alternativamente la storia, la politica, la sociologia, la religione, il mondo del cinema... per chiudere poi con un’Appendice con alcuni appunti, anche molto pratici, per un eventuale viaggio nel Paese dell’Est che, a dispetto dei pregiudizi, riserva un sorprendente patrimonio storico-culturale.

Ecco quindi che, pagina dopo pagina, si impara a conoscere un popolo capace di testimoniare, con coraggio e senza censure di stampo ideologico, la storia che è stata, ma che nel contempo ha saputo rialzare la testa e trarre, proprio da quel passato affatto facile, insegnamenti preziosi. Un popolo che, nel 2019, ripete con fierezza slogan patriottici quali «Bóg, Honor, Ojczyzna» («Dio, onore, patria») e che, come dimostra l’adesione sempre crescente alla Marsz Niepodleglości, la Marcia per l’indipendenza, che si tiene ogni anno l’11 novembre a Varsavia per celebrare la rinascita della Polonia del 1918, mostra uno straordinario attaccamento alla propria bandiera nazionale.

Un popolo inoltre che non si vergogna delle proprie radici cristiane, come si evince dagli sfuggevoli segni di croce delle persone che passano davanti a una chiesa, o dai frequentati pellegrinaggi alla Madonna di Częstochowa, così come dal Rosario recitato nell’ottobre del 2017 da un milione di persone sui confini nazionali («Come bimbi obbediamo a Maria pregando per la pace, contro l'islamismo e l'ateismo, in riparazione delle offese contro Dio e Maria e per la conversione dei peccatori»). Un popolo, infine, che non si fa remore nell’essere etichettato, agli occhi del mondo, come una nazione di “conigli”, ma che anzi va fiero dell’investimento sulla natalità, ovverosia sul futuro.

Con questo, è importante specificarlo, Marchesini non vuole far intendere che la Polonia non presenti criticità e zone d’ombra, com’egli stesso è il primo a sottolineare in determinati passaggi. Eppure, quest’anno durante il quale si dovrebbe celebrare la fine del regime comunista in Polonia e dell’intera “cortina di ferro”, potrebbe essere una buona occasione per approfondire la conoscenza del Paese di San Giovanni Paolo II, lasciandosi interrogare dalla storia, dalla fede e dall’identità di un popolo che, forse, è più vicino a noi di quel che sembra.