a cura di Francesco Boezi
  • BORGO PIO

Papa Francesco: "L'acqua non è una merce"

L'attesa della distribuzione dell'acqua

La tutela dell'ambiente è da settimane al centro del dibattito pubblico mondiale dopo l'esplosione del fenomeno Greta Thunberg e le manifestazioni di piazza degli studenti. Sul tema papa Francesco ha scritto uno dei documenti più famosi, quella "Laudato si'" che molti hanno definito l'"enciclica verde". In essa, il pontefice ha dedicato una parte specifica all'acqua, dando prova dell'importanza che attribuisce alla questione.

Vi è ritornato ieri in occasione della giornata mondiale dedicata al prezioso bene con un messaggio diretto al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, letto da monsignor Fernando Chica Arellano, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura. Nel suo intervento, Bergoglio ha ribadito il concetto espresso nella "Laudato si'", definendo l'accesso all'acqua potabile un "diritto umano essenziale, fondamentale ed universale".

Riferendosi agli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il programma d'azione firmato nel 2015 dai governi dei Paesi che fanno parte dell'Onu, il pontefice ha affermato che il "lavoro congiunto è essenziale per sradicare questo male che flagella così tanti nostri fratelli e sorelle". In tal senso, il papa ha sottolineato come "siamo tutti artefici del futuro e la comunità internazionale sta già investendo nel domani del nostro pianeta".

Azioni concrete e progetti culturali a lungo raggio; questa è la ricetta di Francesco "per  superare la visione di trasformare l'acqua in una mera merce, regolata esclusivamente dalle leggi del mercato". E' importante che le nuove generazioni siano rese consapevoli della necessità di difendere un bene così prezioso. Secondo Bergoglio "questa presa di coscienza è una priorità in un mondo in cui tutto viene scartato e disprezzato e che, in molti casi, non comprende l'importanza delle risorse a nostra disposizione". Tra gli obiettivi comuni che si pone l'Agenda 2030 citata da Francesco nel suo messaggio, scritto in lingua spagnola,  la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico. Si tratta di tematiche che sono centrali anche nella "Laudato si'".

Questo aspetto ha portato Gaël Giraud et Philippe Orliange a parlare di "convergenza" tra i due documenti. Nell'articolo, scritto nel 2017 su "Études", la rivista dei gesuiti francesi, i due autori hanno però evidenziato anche l'esistenza di differenze rilevanti dovute, in primi, ad "una certa lettura" dell'Agenda 2030 "favorevole alla finanziarizzazione del mondo e associata all’utopia del suo sfruttamento tramite il governo di regole burocratiche" presentata come "divergente dalla visione teologico-politica di Francesco, radicata in una teologia del popolo". (Nico Spuntoni)