a cura di Benedetta Frigerio
  • Filippine

Padre Albert Alejo accusato di sequestro di persona

Nelle Filippine si aggrava la situazione di uno dei tre sacerdoti cattolici accusati insieme a quattro vescovi di “incitamento alla sedizione, calunnie online e ostacolo alla giustizia” (v. blog Cristiani perseguitati, 4 agosto 2019). Mentre dal 9 agosto sono in corso le indagini preliminari, padre Albert Alejo è stato infatti accusato anche di sequestro di persona, insieme a una suora del convento delle canossiane di Makati City, all’avvocato Jude Sabio e all’ex senatore dell’opposizione Antonio Trillanes. A denunciarli è stata Guillermina Arcillas, 43 anni, che sostiene di essere stata rapita e tenuta prigioniera per giorni in due conventi di Metro Manila nel dicembre del 2016: prima quello delle suore canossiane a Makaty City e poi il Convento dello Spirito santo di Quezon City. Nel secondo convento era costretta dall’ex senatore a firmare un affidavit già compilato in cui il presidente Rodrigo Duterte era accusato di corruzione, traffico di droga ed esecuzioni extragiudiziali. Trillanes ha negato le accuse dicendo che Guillermina Arcillas si era presentata di propria iniziativa affermando di avere informazioni importanti sul presidente. Il 30 agosto Trillanes ha fatto pervenire ai mass media una dichiarazione in cui definisce la denuncia “un chiaro caso di molestie e persecuzioni” nei confronti di chi critica il governo del presidente Duterte. La conferenza episcopale delle Filippine ha definito le accuse nei confronti dei sacerdoti incriminati “oltre ogni immaginazione”. La loro unica “colpa”, dicono, è aver partecipato il 31 luglio, a Dagupan City, a una marcia di preghiera insieme a circa 3.000 persone a sostegno di monsignor Socrates Buenaventura Villegas, una delle voci più critiche contro il modo feroce con cui il presidente Rodrigo Duterte conduce la guerra contro la droga.