• IMMIGRAZIONE

Ora è l'Aviazione il taxi del Mediterraneo

L'accoglienza a Pratica di Mare

Dopo quattro anni di impiego massiccio della Marina Militare e della Guardia Costiera per consentire a chiunque paghi trafficanti di esseri umani di raggiungere l’Italia, il governo italiano ha varato una nuova operazione che vede il coinvolgimento anche dell’Aeronautica Militare.

Ieri due velivoli C-130J hanno assicurato il trasporto da Tripoli all’Italia di 162 africani detenuti in Libia per immigrazione illegale. Giusto per capire chi decide la politica di favorire l’immigrazione illegale africana, asiatica e per lo più islamica in Italia, l’arrivo di questi migranti illegali è nato da “un’iniziativa congiunta tra il Ministero degli Interni e la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che, in stretta coordinazione con l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), hanno individuato in Libia dei migranti in condizioni di vulnerabilità e in grado di ottenere la protezione internazionale” come recita  un comunicato della Difesa. “Attraverso anche il coinvolgimento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la richiesta di provvedere al trasporto di tale personale è pervenuta al Ministero della Difesa, che ha dato il suo assenso”.

Abbiamo quindi mobilitato tre ministeri “agli ordini” della CEI per continuare a portare in Italia immigrati illegali con i cosiddetti “corridoi umanitari” che in pratica servono solo a sostituire con mezzi governativi i barconi e gommoni degli scafisti. I rifugiati, prelevati dai centri di detenzione libici, sono eritrei, etiopi, somali e yemeniti, tra i quali anche donne con bambini piccoli nati durante il viaggio verso la Libia. Persone che sarebbe stato giusto imbarcare sui velivoli, ma per rimpatriarli nei paesi di origine non certo per portarli in Italia. Nessun altro Paese si è infatti offerto di accoglierli a conferma che si tratta (almeno in parte) di immigrati illegali che del resto hanno raggiunto la Libia pagando organizzazioni criminali.

Dopo il rilascio dai centri di detenzione, sono stati accompagnati a Tripoli dallo staff dell'Unhcr e poi in Italia incentivando così nuove partenze dai Paesi africani di persone che faranno di tutto per farsi arrestare dalle autorità libiche contando poi di poter raggiungere l’Italia. I migranti illegali prossimi richiedenti asilo sono stati sottoposti a controlli medici, alle procedure di identificazione (quindi non sappiamo neppure chi abbiamo accolto), sono state fornite loro informazioni sulla procedura di richiesta di asilo e sono stati trasferiti in alcune strutture di accoglienza della Caritas.     

E’ già paradossale infatti che i migranti fermati in mare dalla Guardia costiera libica vengano respinti in Libia e poi rimpatriati dai voli dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni mentre quelli fermati dalle navi italiane, della Ue e delle Ong vengono sbarcati in Italia. Ora che Roma manda anche i cargo militari per portarne altri dalla Libia appare chiaro che governo cattodem e CEI perseguono interessi opposti a quelli nazionali su un fronte, quello  dell’immigrazione illegale, che ha spaccato l’Europa e tanti problemi sta creando sul piano della sicurezza e delle risorse finanziarie.