a cura di Benedetta Frigerio
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Nominati i primi vescovi dopo l'accordo. Ma la violenza continua

Macerie di una chiesa distrutta nello Hubei

Nella Repubblica Popolare Cinese sono stati scelti i primi due vescovi dopo l’accordo fra il Cina-Vaticano. Il 9 aprile, nella diocesi di Jining (Wumeng), nella Mongolia interna, è stato eletto candidato episcopale l’ex vicario generale Antonio Yao Shun. Come riferisce l’agenzia Asia News, “la cerimonia è avvenuta in un albergo sotto il pieno controllo delle autorità civili, ma presieduto da mons. Meng Qinglu, vescovo di Hohhot, la capitale provinciale”. Yao era l’unico candidato proposto ed è stato votato da 29 sacerdoti, 4 suore e 10 laici. L’11 aprile, ad Hanzhong (Shaanxi), Stefano Xu Hongwei, parroco della cattedrale, è stato eletto candidato episcopale per la diocesi di Hanzhong. Anche questa elezione si è svolta in un albergo sotto il pieno controllo delle autorità civili. I votanti, presieduti da mons. Dang Mingyan, vescovo della capitale provinciale, Xi’an, erano 27 sacerdoti, 3 suore, 23 laici, di cui alcuni proposti dal governo, e il candidato, anche qui unico, ha ottenuto 52 voti. Entrambi i candidati erano stati accettati dalla Santa Sede prima dell’accordo Cina-Vaticano.

Intanto continua ad essere molto dura la vita per sacerdoti e fedeli della Chiesa sotterranea, fedele al Vaticano, ma non riconosciuta dal regime cinese. Nella diocesi di Xuanhua, nella provincia settentrionale dello Hebei, il 14 aprile agenti in abiti civili hanno di nuovo picchiato e arrestato arbitrariamente un sacerdote, padre Paolo Zhang Guangjun, che non accetta di iscriversi all’Associazione Patriottica. Già era stato picchiato, in passato, da membri del Fronte Unito, l’organo che attualmente controlla gli affari religiosi. Chi ha assistito al violento arresto, inizialmente, credeva si trattasse di un rapimento da parte della malavita. I suoi fedeli, rischiando grosso, esponendosi in prima persona, hanno protestato di fronte alla sede del governo locale per chiederne il rilascio.

Contemporaneamente, anche nella provincia nord-occidentale del Gansu, nella contea di Shandan, padre Hong Wanxi è stato costretto a lasciare la sua parrocchia e a tornare nel suo paese natale.

Due giorni prima a Xiangtao, nello Hubei, il 12 aprile, una chiesa è stata distrutta per ordine delle autorità.