a cura di Francesco Boezi
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Nigeria, si dimette il vescovo contestato

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«Il Santo Padre Francesco», si legge nel bollettino diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede, «ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Ahiara (Nigeria), presentata da S.E. mons. Peter Ebere Okpaleke, e al tempo stesso ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della medesima diocesi S.E. mons. Lucius Iwejuru Ugorji, vescovo di Umuahia».

Si conclude così con uno strappo una vicenda per cui Papa Francesco si era molto impegnato dopo anni di scontri. Siamo nella diocesi di Ahiara, Nigeria, di cui il vescovo Okpaleke era stato nominato pastore nel 2012 da Benedetto XVI, ma che di fatto non aveva mai potuto governare la diocesi a causa del rifiuto di preti e laici che non gli perdonano la sua etnia di appartenenza (è della etnia Iboe e non dall’etnia Mbaise che, invece, è maggioritaria nella diocesi).

Francesco, si legge nel comunicato della congregazione di Propaganda fide, «nei mesi di giugno e luglio 2017, come da lui richiesto, ha ricevuto 200 lettere da parte di singoli sacerdoti della diocesi di Ahiara, in cui essi gli hanno manifestato obbedienza e fedeltà. Alcuni, tuttavia, hanno fatto presente la propria difficoltà psicologica a collaborare con il presule dopo questi anni di conflitto». Ma in considerazione del pentimento manifestato il Papa aveva rinunciato a procedere con le sanzioni canoniche.

Arriva così la decisione di oggi, per cui il Papa non sopprime la diocesi come aveva anche pensato di fare, ma l’affida a un amministratore apostolico sperando che riesca a mettere ordine.