a cura di Benedetta Frigerio
  • Myanmar

Nel Myanmar cento cristiani sono stati liberati dallo United Wa State Army

Sono stati rilasciati il 5 ottobre in Myanmar 100 cristiani di etnia Wa che erano stati arrestati a settembre dai ribelli filocinesi dello United Wa State Army, Uwsa, l’esercito etnico ribelle che sta realizzando una campagna per la soppressione del cristianesimo nello stato orientale di Shan, ai confini con la Cina. L’accusa nei loro confronti era di essere estremisti e di destabilizzare il territorio. “Vogliamo stabilità e ordine e quindi gli estremisti devono essere arrestati – sostiene U Nyi Rand, portavoce dell’Uwsa – sono provvedimenti necessari perché ci prepariamo a celebrare il 30° festival della pace nell’aprile del prossimo anno e nessun estremismo è ammesso”. Per ottenere la libertà i cristiani fermati hanno dovuto firmare un documento in cui promettono d’ora in poi di non pregare più in chiesa, ma soltanto a casa propria. Sette pastori che hanno rifiutato di firmare non sono stati rilasciati. Anche tutti i 92 leader religiosi della Lahu Baptist Convention sono ancora nelle mani dell’Uwsa così come 41 studenti di etnia Wa. Questi ultimi sono stati sequestrati dai militanti mentre si trovavano a Mong Pauk per frequentare corsi di studio sulla Bibbia. Il rev. Lazarus, segretario generale della Lahu Baptist Convention, ritiene che siano stati costretti ad arruolarsi nell’esercito Uwsa. Lo dimostrerebbero delle loro fotografie comparse su Facebook che li mostrano in divisa. Dall’inizio di settembre i militanti dell’Uwsa hanno chiuso più di 100 chiese, incluse quelle della Wa Baptist Convention, e ne hanno distrutte cinque. Inoltre hanno chiuso 52 scuole cristiane. Ritenuto il più grande esercito etnico del paese, nello Shan l’Uwsa controlla due regioni montuose.