a cura di Anna Bono
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Monsignor Santos contro l’immigrazione irregolare: “è ingiusto nei confronti dei filippini”

Monsignor Ruperto Cruz Santos, vescovo di Balanga e presidente della Commissione episcopale per i migranti e gli itineranti delle Filippine, ha preso posizione contro il presidente Rodrigo Duterte e la sua politica tollerante nei confronti degli immigrati cinesi irregolari. Il 23 febbraio il capo dello Stato durante un comizio elettorale aveva dichiarato di essere contrario alla loro espulsione: “lasciate che restino qui a lavorare – aveva detto – abbiamo 300.000 filippini in Cina. Che cosa succederebbe se li cacciassero tutti?”. Le leggi in materia di immigrazione devono essere fatte rispettare anche nel caso dei cinesi, replica monsignor Santos: “il loro ingresso, soggiorno e impiego devono essere legali e, in caso contrario, è necessario applicare la legge. Nessuna eccezione, nessun trattamento speciale”. Monsignor Santos – riferisce l’agenzia AsiaNews – inoltre respinge la giustificazione data dal governo che i lavoratori cinesi rimediano alla mancanza di competenze della popolazione locale in alcuni settori economici, specie in quello delle costruzioni: “potrebbe essere che non stiamo dando loro lavoro, mentre abbiamo scelto di darlo ad altre nazionalità. E quindi è un trattamento ingiusto per i nostri concittadini", aggiunge il vescovo che chiede al governo di fare in modo che i filippini non siano derubati delle opportunità di lavoro nel loro Paese: “date la priorità ai filippini e fateli lavorare qui, in modo che non vi sia la necessità di andare all'estero". All’inizio di febbraio l’Ufficio filippino per l’immigrazione ha riferito che il 74% dei 533 stranieri arrestati nel 2018 sono cinesi.