a cura di Benedetta Frigerio
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Monsignor Agostino Cui Tai di nuovo arrestato in Cina

Monsignor Agostino Cui Tai, vescovo sotterraneo del distretto di Xuanhua, provincia di Habei, Cina, è stato di nuovo arrestato, questa volta insieme al vicario episcopale, padre Zhang Jianlin. Da pochi giorni era stato rilasciato dalla polizia che all’inizio di marzo gli aveva imposto due settimane di “rieducazione”: una misura detentiva decisa dopo che monsignor Cui Tai aveva deciso di sospendere un sacerdote filo-regime, padre Francesco Zhang, che dopo essere passato dalla Chiesa sotterranea a quella ufficiale lo aveva accusato di non seguire l’accordo sino-vaticano e aveva tentato di farlo disconoscere dai fedeli (Stefano Magni, “Pechino strumentalizza l’accordo con il Vaticano”, Lanuovabq.it, 12-3-2019). Al momento non si conoscono le ragioni di questo nuovo arresto. Ma è dal 2007 che monsignor Cui Tai è perseguitato, continuamente arrestato e detenuto illegalmente o messo agli arresti domiciliari senza processo. “Durante questi anni – ricorda l’agenzia di stampa AsiaNews – il vescovo è stato spesso rinchiuso in diversi centri di detenzione segreti, o in alberghi, oppure portato via per "viaggi" forzati sotto la scorta dei funzionari del governo. Solo durante il Capodanno cinese e la Festa di Metà autunno (della luna) mons. Cui Tai è potuto occasionalmente tornare a casa per una breve visita alla sorella anziana. Per il resto del tempo egli è sempre rimasto sotto la guardia e il controllo del governo”.