• IL PELLEGRINAGGIO

Macerata-Loreto: il cuore di Maria trionferà

Mentre tutti i media celebrano il mese dei cosiddetti "Gay pride", che ogni anno diventano sempre più volgari e blasfemi, c'è un popolo che cresce silenzioso e potentissimo. E' il popolo di Maria, quello che tra l'8 e il 9 giugno, ha camminato tutta la notte per raggiungere la Casa Santa di Loreto e rimettere tutta la vita nelle mani della Madonna. Colei che vuole portare tutti in Paradiso, attraverso ciascuno di noi.

Macerata Loreto 2019

L’immagine di una Madonna vestita come un’icona gay, mentre col piede, schiaccia la testa ad un noto politico italiano. È solo l’ultima, e la più riferibile, di una serie di oscenità blasfeme che, anche questo giugno, stanno sfilando nelle nostre città, sui carri dei cosiddetti “Gay Pride”. Con la piena complicità dei media che stra-parlano del “mese Lgbt” come fosse il pensiero unico e dominante degli italiani.

Così, mentre il popolo di Dio soffre, nel vedere la propria fede pubblicamente offesa e la propria Madre irrisa e maltrattata, è la Madonna stessa che, ancora una volta, consola e rassicura gli amati figli, insegnando loro il suo metodo infallibile: sconfiggere il male, amando ardentemente il Bene.

IL POPOLO DI MARIA CRESCE NEL SILENZIO

E, infatti: è lontano dal chiasso dell’opinione pubblica e nel silenzio profondo di una notte d’inizio estate, che Maria sceglie di gettare i suoi semi di Speranza. Tanto abbondanti da far crescere una foresta discreta e dirompente.

Così, tra l’8 e il 9 giugno scorso, alla vigilia della Pentecoste, una carovana di quasi centomila fedeli, tra uomini, donne e bambini si è messa in cammino, dallo stadio Helvia Recina di Macerata sino a Loreto, per un totale di 30 chilometri percorsi a piedi nel cuore della notte. Destinazione: la Santa Casa della Vergine Maria, cuore mariano della cristianità.

Chi mai avrebbe potuto immaginare che l’idea balenata nella mente di quello “strano” sacerdote sarebbe arrivata tanto in là?

Era il lontano 17 giugno del 1978, a don Giancarlo parve allora già un miracolo mettere insieme 300 teste, giovani ed entusiaste, per rivivere insieme quella tradizione che la terra marchigiana aveva conosciuto e poi dimenticato: camminare alla Casa Santa come gesto di fede e di sacrificio, di ringraziamento e di supplica alla Madonna.

Non vi era alcuna organizzazione, pochissimi gli strumenti a disposizione, solo un volantino per coinvolgere amici e conoscenti: «Nella esperienza del pellegrinaggio un popolo in cammino». Per il resto, tutto era affidato al cuore dei ragazzi della prima comunità di Comunione e Liberazione che, reduci dal pellegrinaggio di Częstochowa, bramavano di risentire quel sussulto che li aveva condotti sino alla Madonna Nera.

Per questo, pur privi di tutto, quei giovani avevano già tutto: era lo Spirito stesso di Maria a guidarli sulla retta via. «Il Pellegrinaggio non è una nostra proprietà – spiegava sempre don Giancarlo ai “suoi” - è un gesto di affidamento a Maria, un dire sì a imitazione di quel suo decisivo sì pronunciato davanti all’Angelo che le aveva prospettato qualcosa di umanamente inconcepibile come l’incarnazione del Mistero nel grembo di una ragazza di Palestina».

Il giovane don Giancarlo, negli anni a venire, diverrà mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo (oggi emerito, ndr) della diocesi di Fabriano-Matelica, e quel piccolo embrione di pellegrinaggio crescerà nel grembo di Maria sino a diventare “la Macerata-Loreto”, famosa marcia giunta oggi alla 41esima edizione con oltre centomila presenze ed il coinvolgimento di tutta la Chiesa, sino al Santo Padre che, anche quest'anno, ha telefonato ai pellegrini in partenza.

“NON SARAI PIU’ SOLO, MAI”

Proprio in un momento storico di forte smarrimento, dove – come si diceva in principio - lo spirito del mondo sembra guadagnare sempre più terreno, non solo fuori, ma soprattutto dentro al cuore dell’uomo. Ebbene, è in questo clima di profonda solitudine, che il titolo del Pellegrinaggio 2019 è risuonato quanto mai provvidenziale: “Non sarai più solo, mai!”

Julián Carrón, presidente della Fraternità di CL, organizzatrice dell’evento, lo ha spiegato ai pellegrini così: «Non sarai più solo, mai. Chi può dire questo? Solo Cristo, per la compagnia profonda che vive con il Padre: «Io non sono solo, perché il Padre è con me» (Gv 16,32). Lui è l’unico che si prende a cuore tutto di noi e risponde al nostro bisogno. «La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “È un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”» (Mt 14,24-27). Non li rassicura con un discorso o con delle formule, ma con la Sua stessa presenza, compagnia di Dio all’uomo. Come ci dice papa Francesco, «se Egli vive, […] non ci saranno mai più solitudine e abbandono. Anche se tutti se ne andassero, Egli sarà lì, come ha promesso: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”» (Christus vivit, 125).

E allora: chi più di Maria può introdurci e condurci alla pienezza di questo Amore Eterno? Lei che ha vissuto in completa comunione con il Divin Figlio; Lei che dal legno della Croce, ci è stata donata da Gesù come Madre dell’umanità; Lei che per prima ha ricevuto il dono dello Spirito Santo, frutto eterno dell’Amore di Dio per noi?

COME MARIA: DIVENTIAMO DISCEPOLI D’AMORE

Il fiume incessante di pellegrini che ha camminato, cantato e pregato lungo tutta la notte, in una processione di fiaccole accese, a simboleggiare la Luce di Cristo nel buio delle tenebre, è stata accolta all’alba dall’arcivescovo Fabio Dal Cin che ha spalancato le porte del Santuario mariano. E solo dopo aver gettato nel braciere della piazza di Loreto le intenzioni di preghiera, affinché tutte volassero in Cielo, i pellegrini hanno finalmente fatto ingresso nella Santa Casa, ove la Madonna non vedeva l’ora di abbracciarli e farli sprofondare nel suo amore senza fine.

«Avete camminato tutta la notte seguendo i passi gli uni degli altri», ha detto il vescovo Dal Cin in conclusione del Pellegrinaggio. «Questo mi fa pensare a quanto detto da Papa Francesco, in questa piazza, il 25 marzo scorso, ricordando l’Annuncio dell’Angelo a Maria: “È sempre Dio che prende l’iniziativa di chiamare alla sua sequela. Lui ci precede sempre … Lui fa strada nella nostra vita”. Cristo è la nostra strada! Cristo vivo!».

Alla fine della marcia mariana, ogni pellegrino ha fatto ritorno nella sua città, nella sua casa, alla sua responsabilità e nella sua quotidianità. Ma ci è tornato nuovo, perché pieno dell’Amore di Maria, Colei che che guarda ad ogni uomo come fosse il suo figlio unico e prediletto.

Così, dopo un lungo cammino, i piedi di ogni pellegrino sono diventati i piedi di Maria; le sue mani, come le mani di Maria; i suoi occhi, la sua bocca, il suo cuore sono divenuti, occhi, bocca e cuore di Maria nel mondo. Vale a dire: ogni pellegrino è diventato discepolo di Maria nell'Amore, cosicché ogni uomo sulla terra possa essere raggiunto dal Suo stesso Amore. Sino a conquistare il figlio più lontano, il peccatore tra i peccatori, specialmente quello che più insulta e rifiuta l'Amore di Dio.

Ebbene se questo è accaduto, anche solo in parte, allora davvero ogni pellegrino mariano sparso del mondo sta aiutando Maria a realizzare il suo sogno: portare tutti da Gesù e con Lui dal Padre che è nei Cieli. Facendo così trionfare, già nell'istante, il suo Cuore Immacolato.