a cura di Francesco Boezi
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M5s in avvicinamento al Vaticano

parolin di maio

Le grandi manovre del candidato premier del M5s Luigi Di Maio proseguono in avvicinamento alle elezioni politiche 2018. Anche il movimento di Beppe Grillo scende a patti con le buone consuetudini e fa il giro che conta, va negli Usa per incontrare i membri del Dipartimento di stato e coglie al volo l’occasione per incontrare anche il Vaticano, nella persona del Segretario di stato, cardinale Pietro Parolin.

Parolin era a Washington per le celebrazioni del centenario della conferenza episcopale americana, Di Maio lo ha scoperto e ha chiesto all’ambasciata di organizzare l’incontro. Alle tre del pomeriggio del 15 novembre il candidato premier grillino è stato accolto alla sede della nunziatura apostolica di Washington.

Secondo alcune indiscrezioni Di Maio si è preoccupato di tranquillizzare i sacri palazzi di fronte alla possibilità che il movimento vinca le elezioni e governi l’Italia. Visto che ci sono troppe «falsità che vengono raccontate sul M5s», avrebbe rassicurato i vertici vaticani circa la posizioni rispetto ai migranti, prendendo le distanze dai populisti europei. Poi avrebbe dipinto il movimento come forza moderata, né di destra, né di sinistra, non isolazionista e quindi convintamente membro della Nato e della Ue.

Sarebbe interessante sapere che ne pensano gli elettori del M5s di questa liaison con la Chiesa. Peraltro Di Maio aveva già incontrato vertici vaticani sul finire di ottobre, su sua richiesta e in campo neutro, cioè fuori dalle sacre mura. Realpolitik al lavoro.