a cura di Anna Bono
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L’Unhcr chiede con urgenza più fondi per i profughi del Camerun

Il 26 marzo l’Unhcr ha convocato un incontro a Ginevra per chiedere ai donatori internazionali di aumentare al più presto i fondi per i profughi del Camerun in fuga  a causa dei violenti scontri che da più di un anno contrappongono esercito e movimenti separatisti nei territori in cui si concentra la minoranza anglofona in rivolta contro il governo centrale accusato di discriminare e marginalizzare chi non parla francese. Il portavoce dell’agenzia Onu Babar Baloch ha riferito che la situazione umanitaria continua a peggiorare e si teme che nei prossimi mesi altri sfollati si aggiungeranno a quelli attuali. Secondo le stime Onu attualmente gli sfollati in Camerun sono oltre 437.000, in maggioranza donne e bambini: 246.000 nella Regione Sudoccidentale, 105.000 nella Regione Nordorientale e 86.000 nella Regione Costiera e in quella Occidentale. Altri 35.000 camerunesi sono espatriati in Nigeria e anche il loro numero è destinato a crescere. Gli uni e gli altri si trovano in condizioni disperate. Quasi tutti sono fuggiti portando con sé poche cose e hanno cercato rifugio in territori poveri con una limitata disponibilità di generi alimentari, scarsità di acqua e servizi igienici e carenza di servizi sanitari e scolastici. L’Unhcr chiede con urgenza 35,4 milioni di dollari per interventi salva vita in situazioni critiche e in tutto 184 milioni per assistere i profughi interni e rifugiati in Nigeria. La scarsità dei fondi e l’insicurezza limitano l’assistenza e la protezione. A farne le spese sono soprattutto donne, bambini, minori non accompagnati e isolati, disabili, donne incinte e che allattano. I più frequenti episodi di insicurezza sono estorsioni, torture e trattamenti inumani inclusi gli stupri, violenze e sfruttamento sessuali, distruzione di abitazioni e altre proprietà domestiche