• EUROPA COSA CI ASPETTA?

L'ombra di Soros sul nuovo europarlamento

Il successo dei Verdi in Europa è uno degli auspici indicati nel suo manifesto di febbraio da Soros, che in loro ha sempre nutrito molta speranza. A questo si aggiunge l'escalation dei liberali e la crisi del Ppe in uno scenario di maggioranze variabili deleterio per vita, famiglia, libertà religiosa e di educazione. E anche la ventilata ipotesi di presidenza del socialista Timmermans alla presidenza della Commissione adombra anni bui. 

George Soros

Lo scorso 12 febbraio è stata descritta la crisi che sta attraversando l’Europa e l’emergere di quel “radicale disequilibrio” definito dal "filantropo" Soros in quella sorta di manifesto a sua firma pubblicato da diversi quotidiani europei. In estrema sintesi: la fine della tradizionale alleanza PPE-SOC, le crisi interne agli stessi partiti, la crescita dei partiti patriottici e nazionalisti, la crisi delle famiglie politiche tradizionali e la rinascita dei verdi.

Partiamo dal fondo, i Verdi sono cresciuti significativamente solo e laddove c’è stato un brusco calo dei socialisti. Non esistono quasi per nulla nei paesi del Sud e dell’est Europa, con eccezione della Repubblica Ceca (dove però i socialisti sono ridotti al lumicino), crescono in Francia, Inghilterra, Germania e Paesi Bassi dove si evidenzia una decrescita inversa dei Socialisti. Non a caso, Soros vedeva molte speranze nei movimenti verdi, non a caso il ‘fenomeno Greta’ ha preso vigore negli ultimi tre mesi di campagna elettorale europea in particolare in tutti i paesi del continente, complici le amministrazioni scolastiche pubbliche di tutti i 28 paesi.

Nei prossimi mesi si verificherà se i verdi europei saranno delle angurie, dal cuore rosso fuoco. Se, cioè, la crescita che si è registrata a loro favore non è altro che un gran camuffamento dell'ideologia social-comunista. Se i verdi europei inizieranno a proporre la salvezza del pianeta e dell’ambiente a scapito della natalità umana, cosa peraltro già emersa nelle proposte della sinistra democratica negli USA, avremo ben chiaro con quali colori maltusiani essi vogliano ‘salvare l’ambiente’ ed eliminare l’umano.

Al fenomeno verde si deve aggiungere che la famiglia liberale ha dovuto unirsi alla forza e al prestigio di Macron per tornare in auge e divenire protagonista della complessa discussione che porterà alla nomina ed elezioni delle cariche istituzioni della Unione Europea.

Nell’altro campo politico, il PPE e le forze conservatrici e patriottiche non saranno in grado per diverse ragioni di poter comporre una maggioranza autonoma in Parlamento, dunque quando si tratterà di discutere temi ‘sensibili’, ci troveremo con numeri ancor più ampi nelle file degli avversari della tradizione cristiana e dei diritti umani fondamentali (vita, famiglia, libertà religiosa e di educazione). L’idea di poter avere ‘maggioranze variabili’, che vedrebbero talvolta e su vari temi, alleanze innaturali tra Popolari e blocco laicista (Socialisti, Liberali, Verdi e Sx) è tutt’altro che certa.

Gli indizi più certi su come potrà evolversi la situazione in questa legislatura europea, ci verranno forniti dalle nomine dei prossimi mesi, in particolare la scelta ed il voto del prossimo presidente della Commissione Europea e quella dei Commissari. Se infatti si farà avanti l’idea del socialista Timmermans alla Presidenza della Commissione, uomo di una "fluidità" unica al mondo e ben gradito a Macron, oltre che sostenuto da tutte le lobbies pro aborto e pro gender, ci dovremo aspettare anni bui.

Se invece, il Popolare Weber dovesse spuntarla e trovasse una intesa con i paesi del blocco di Visegrad (centro-est) o quelli del Manifesto di Varsavia, allora il futuro nostro e della stessa Europa potrebbe realmente cambiare in meglio. Non di meno la conferma o meno delle deleghe e dei Commissari, saranno importantissime.

Giusto 15 anni orsono, venne decapitato (politicamente) il Commissario Italiano Rocco Buttiglione che avrebbe dovuto guidare le politiche europee sui diritti, la giustizia e le migrazioni. La bocciatura, meglio l’omicidio politico di Buttiglione, era solo il seguito logico dell’avviata eutanasia europea iniziata con la bocciatura delle radici guidaico cristiane degli anni precedenti e l’avvio del laboratorio europeo della ‘open society’ (società aperta). Nello scorso Parlamento europeo, molte analisi ne sono state fatte, c’erano almeno 127 parlamentari che avevano dimostrato la propria "affidabilità" ai gruppi legati a Soros, erano presenti in vari Gruppi e partiti.

Ad oggi è impossibile verificare se questa reale e concreta forza politica abbia diminuito, aumentato o confermato la propria capacità di influenzare le decisioni dentro le istituzioni europee. I prossimi mesi ci mostreranno, ben al di là delle scelte delle famiglie politiche, un quadro completo sulla Europa che è emersa con il voto dello scorso fine settimana. Se il vero vincitore fosse il noto filantropo di cui abbiamo parlato e che più volte ha invocato la nascita di una nuova ‘banda di visionari’ che possano decidere riforme radicali per l’Europa, ci attenderanno anni bui.