a cura di Anna Bono
  • Bangladesh

L’Oim in aiuto non solo dei rifugiati Rohingya

 

L’improvviso arrivo in Bangladesh nel 2017 di centinaia di migliaia di rifugiati Rohingya in fuga dal Mynamar, da allora ospiti dei campi di Cox’s Bazar, ha acuito i disagi di molte comunità locali, mettendo in crisi le infrastrutture del distretto povero e sottosviluppato e determinando un notevole aumento dei prezzi. Per aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà l’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha iniziato a gennaio la distribuzione di 10.000 kit di generi di prima necessità, pensati anche in vista dei freddi invernali. Ogni kit comprende due coperte, due tappeti, un set di attrezzi da cucina e tre cesti di bambù. La distribuzione, realizzata in collaborazione con il governo locale, è stata preceduta dall’ispezione di 48.000 famiglie del sotto distretto Ukhiya di Cox’s Bazar, condotta da personale Oim e governativo per individuare quelle più bisognose. Sono state scelte famiglie con donne capo famiglia e un solo genitore, famiglie con membri affetti da disabilità e malattie gravi, donne incinte o che allattano, famiglie con capifamiglia minori o con bambini separati o non accompagnati, famiglie con reddito da occupazioni irregolari o occasionali e infine che per qualche motivo hanno risentito di più dell’arrivo dei rifugiati. “La comunità locale di Cox’s Bazar è stata molto generosa da quando la crisi è iniziata – ha spiega il coordinatore dell’Oim Manuel Pereira nell’illustrare l’iniziativa – ma sappiamo quanto abbia bisogno di aiuto e per questo ci siamo impegnati ad estendere la nostra assistenza anche agli ospiti, partendo dalle famiglie più vulnerabili”.