• DOPO PARIGI

    Al Rashed, "Lottate contro gli jihadisti per salvare i musulmani"

    “Certamente non tutti i musulmani sono terroristi, tuttavia è con dolore che affermiamo che la maggior parte dei terroristi nel mondo sono musulmani”. Ad affermarlo non è un "islamofobo", ma Abd al-Rahman al-Rashed, musulmano, arabo saudita, già direttore di Al Arabiya. Lucidamente invita i musulmani a condannare gli estremisti, non a giustificarli. Non per "salvare l'Europa dall'islam", ma l'islam da se stesso.

    • TESTIMONIANZA

    «A chi mi ha minacciata di morte un messaggio d'amore»

    «Credo in un islam umano. Ho pubblicato le vignette per ricordare che la libertà d’espressione non si può mercanteggiare. È un diritto umano che non deve essere mercanteggiato nemmeno quando colpisce e ci ferisce».

    • ANTI-JIHAD

    Voci islamiche contro l'estremismo jihadista E ben lontane da ogni ipocrita moderatismo

    Elham Manea risponde a chi l'ha minacciata di morte, perché ha osato difendere i vignettisti francesi ammazzati dagli jihadisti. Abd al-Rahman al-Rashed, arabo saudita, scrive un articolo in cui invita tutti i musulmani europei di buona volontà a combattere contro gli estremisti islamici, non contro i razzisti europei. Perché sono i primi che infangano il nome dell'islam in Occidente.

    • OPEN DOORS

    Persecutori dei cristiani Il catalogo è questo

    L’8 gennaio Open Doors, l’organizzazione internazionale impegnata da quasi 60 anni a difendere i Cristiani in difficoltà, ha pubblicato la nuova edizione della World Watch List, la classifica dei 50 paesi, su un totale di oltre 65, in cui i Cristiani sono più perseguitati. Balza agli occhi la responsabilità prevalente, quasi totale, dell’islam.

    • PADRE GHEDDO

    «In Cina e Corea ho visto la Chiesa di Cristo vivo»

    «Sono state le Chiese cinese e coreana a convertirmi. Fu nell’Estremo Oriente che vidi per la prima volta quel Gesù vivo di cui parla san Paolo». Un amico di Brescia che non conoscevo mi scrive questa lettera da Barcellona, che è il miglior augurio, per tutti noi e per la Chiesa, di una nuova nascita in Cristo nel 2015 

    • IRAQ

    Cristiani in fuga anche dal Kurdistan

    Un Natale di grande sofferenza per i cristiani fuggiti dallo Stato Islamico, e per molti di loro non c'è ancora un alloggio minimamente dignitoso. Soltanto la Chiesa sta facendo il possibile per alleviare le difficoltà nei campi profughi, ma con il perdurare della situazione sempre più cristiani provano a partire. 

    • CONFRONTO DI CIVILTA'

    Il futuro che incombe su di noi

    Da una parte c’è il mondo di chi era lieto della vita, aveva interessi, valori, capacità di sacrificio e di dedizione, che rappresentano una delle caratteristiche fondamentali del nostro popolo. Dall’altra è il mondo nero, senza colori. Abiti che intristiscono e imprigionano la persona, occhi bassi: ridotte in schiavitù.

    • LIBERTA' RELIGIOSA

    Non solo islam. Il difficile Natale dei cristiani indiani

    Dalla capitale Delhi allo stato dell'Orissa con l'approssimarsi delle festività natalizie si sono moltiplicate minacce, aggressioni e attentati contro le comunità cristiane, da parte dei fondamentalisti indù. Il pretesto è quello del proselitismo e di presunte conversioni forzate al cristianesimo: così si assiste alla riconversione - questa sì forzata - all'induismo.

    • PERSECUZIONI

    Bangladesh e Indonesia: due miracoli di Natale

    Natale blindato per i cristiani che vivono nei Paesi dominati dalla sharia e dove i gruppi radicali islamici minacciano di morte e perseguitano le comunità cristiane. Eppure, anche in questi Paesi, non mancano segnali di speranza: come in Indonesia dove il nunzio ha ordinato otto sacerdoti o in Bangladesh dove si è festeggiato un Natale speciale.

    • CENSURA

    Egitto e Marocco: un Esodo che non s'ha da vedere

    Prima arrivano le proteste degli afro-americani perché Mosé e Ramses sono bianchi. Poi arriva la censura da parte di Egitto e Marocco. Perché è un film sionista per il primo e blasfemo per il secondo. Exodus, il kolossal biblico di Ridley Scott può non piacere, ma perché la censura?

    • PERSECUZIONE

    «Noi famiglie cristiane del Pakistan, schiavi nelle fornaci»

    Famiglie ridotte in schiavitù per generazioni. Costrette a lavorare 14 ore al giorno, 6 giorni a settimana per qualche decina di euro al mese. È la drammatica condizione dei cristiani nelle fornaci di mattoni in Pakistan. Come i coniugi Shama e Shahzad Masih, assieme al figlio che lei portava in grembo, gettati vivi in una fornace perché accusati di blasfemia. 

    • KOTRYNA VILKAITE

    Restare cattolici (e vivi) ai tempi dei Soviet

    Niente Natale o feste religiose, matrimoni religiosi che costavano l'emarginazione. E migliaia di deportazioni. Così il regime sovietico cercò di spezzare un popolo, quello lituano. Ottenendo, al contrario, il rafforzamento della fede. Parla Kotryna Vilkaite, referente in Italia di Missione Siberia.